giovedì 28 novembre 2013

Il Sigillo di Aniox - Il Destinato

Signore e signori, con quasi due settimane di deprecabile ritardo sono felicissima si annunicare l'uscita del mio secondo libro, "Il Sigillo di Aniox - Il Destinato"!!!! Il genere è fantasy, ma dire che c'è anche una buona dose di romance e molta attenzione è dedicata ai singoli personaggi e ai loro sentimenti.
Il librò arriverà presto nei negozi online e dovrebbe essere distribuito in tutte le librerie del Veneto; nel frattempo, vi lascio con la bellissima copertina realizzata da Corrado Vanelli e la trama, sperando che, con l'avvicinarsi del Natale, qualcuno di voi ci faccia un pensierino :)


Quando Rut, Principessa di Aniox, si rifugia in casa del barone Murdoch per sfuggire alla guerra contro il Destinato, non si aspetta certo che sia Philibert, generale dell’esercito nemico,
a varcare la soglia di quella casa per riportarla nel Leheda.
Il Destinato, il mago dagli occhi verdi e il cuore di ghiaccio, ha trionfato, conquistando l’intera dimensione, spodestando gli altri sovrani dai loro troni e autoproclamandosi imperatore dei Ventiquattro Regni. Separata dalle Sorelle della Luna, da Jack e dai suoi stessi genitori, Rut è costretta a sopportare le attenzioni del nuovo signore di Aniox, mentre cerca disperatamente un modo per opporsi al suo dominio. L’unica arma in grado di sconfiggerlo sembra nascondersi nelle montagne al confine del Regno, cime ostili e disabitate: è su quei picchi che gli Antichi Fondatori hanno nascosto l’amuleto creato per sconfiggere Melesot e, forse, la stessa magia potrebbe annientare anche il Destinato. Mentre Rut prende sempre più coscienza di quale sia la sua missione, Roy è alla disperata ricerca di Agata, La Lince, e Jack dovrà confrontarsi con i suoi sentimenti e con l’odio del Destinato, scoprendo suo malgrado verità che lo porteranno a mettere in discussione gli affetti a lui più cari.



Le informazioni sul primo libro le potete trovare nella pagina "La mia trilogia" di questo blog!

domenica 10 novembre 2013

A proposito di classici: La metamorfosi e altri racconti di Franz Kafka

Buona domenica a tutti! Eccomi ancora a parlare di classici,  e più precisamente del racconto più noto di Franz Kafka, "La metamorfosi". Devo decisamente ringraziare la NewGton Compton per aver avuto la bella idea di pubblicare tanti piccoli classici in un pratico formato formato tascabile e al prezzo di soli 0,99 euro così da permettermi di ampliare di un poco la mia cultura senza mettere troppo mano al portafoglio. Bene dunque, buona lettura!



TITOLO: La metamorfosi ( con i racconti Contemplazione, La condanna, Il fochista)
AUTORE: Franz Kafka
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
SCRITTO NEL: 1915
ANNO DI PUBBLICAZIONE DELL'EDIZIONE: 2013
PREZZO: 0,99 euro

TRAMA


La metamorfosi è il racconto più celebre di Kafka, un capolavoro che ha superato i confini della letteratura e oggi fa parte dell'immaginario collettivo. Il commesso viaggiatore che si risveglia enorme, orrido scarafaggio è ormai una figura paradigmatica delle nostre paure, esemplificazione perfetta dell'alienazione, della normalissima assurdità del mondo in cui viviamo. La scrittura di Kafka - asciutta, fredda, quasi asettica e perciò paradossalmente ancora più forte e spietata - tocca in queste pagine nuove vette.  
RECENSIONE
Il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere questi racconti di Kafka, che ho in questa occasione letto per la prima volta, è assurdi, nel senso più letterale della parola. C'è qualcosa, nel modo che Kafka ha di scrivere, nel suo distacco, nella sua oggettività, che in alcuni passi mi ha fatto scuotere la testa e rileggere più volte le stesse righe, senza riuscire a capacitarmi di quello che stavo leggendo. Quando, ad esempio, Gregor Samsa, commesso viaggiatore, si risveglia nel suo letto in un giorno qualunque come uno scarafaggio, una bestia ripugnante che nulla, se non il pensiero, ha dell'uomo Samsa, la cosa appare, pur nella sua irrazionalità, assolutamente normale, tanto che il primo pensiero del protagonsita è di come avvisare il suo datore di lavoro che non potrà presentarsi in ufficio.
Altrettanto strana appare la reazione dei genitori di Gregor: una sana ripugnanza per un figlio trasformatosi in insetto, ma la metamorfosi viene vista come una specie di malattia, senza che nemmeno venga chiamato un medico e tutti, inspiegabilmente, riconoscono nell'animale Gregor, nonostante egli abbia perso l'uso della parola. La stessa facilità con cui Gregor si adatta alla nuova condizione, senza preoccuparsi del suo cambiante, è sconcertante e per questo, credo, ancor più originale. 
Non ho per niente capito, e non mi vergogno di ammettere la mia ignoranza, il secondo racconto di questo libretto, "Contemplazione": un insieme di pensieri venati di poesia ma assolutamente svincolati gli uni dagli altri, come delle specie di perle che, nel loro complesso, sono state riunite sotto un unico titolo. Oppure, più semplicemente, l'errore consiste proprio nel parlare di "racconto" con riferimento a questi piccoli brani dello scrittore di Praga. 
La stessa assurdità la si ritrova ne "La condanna", a proposito del rapporto tra un giovane commerciante e il proprio padre, che si conclude con l'imprevedibile realizzazione della "condanna" lanciata dal padre al proprio figlio e che lascia decisamente senza parole.
Invece mi è piaciuto molto "Il fochista", con un finale a sopresa che oserei dire sia uno dei punti forti di Kafka.


 Capisco che per la loro particolarità i racconti di Kafka possano non piacere a tutti, ma io personalmente li ho trovati piacevoli, malgrado tutto. Strani sì, ma ho apprezzato lo stile asciutto ma incisivo di Kafka, il modo in cui sa raccontare le proprie storie, infondendovi le proprie esperienze e ritrovarvi impressioni che lo hanno colpito. Direi anzi che la lettura mi è stata di stimolo per la mia stessa creatività, tanto che mi ritrovo ogni tanto, in questi giorni, a contemplare incipit di diverse storie che la mia mente produce così, di punto in bianco. E sarei ben contenta di poterle sviluppare, se non dovessi correre subito a studiare, rimproverandomi per il tempo passato davanti allo schermo del computer. Ma, alla fine, oggi è domenica, e una pausa è concessa, no? :)