mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione: La Regina del Nilo di Javier Negrete

Uno dei metodi più sicuri per avere tra le mani un libro che non è un capolavoro, è quello di contare il numero di frasi ad effetto sparse qua e là sulla copertina. Più sono, e più si può star certi che, a parte qualche rara eccezione, la storia in questione non sia proprio questo granché, e proprio per questo si fa di tutto, fin dalla copertina, per attirare l'attenzione del lettore. 
E' quello che mi è successo con "La Regina del Nilo - Il Trono d'Egitto" di Javier Negrete, primo episodio di una trilogia che propone al lettore "la storia di Cleopatra come non l'avete mai letta". Ecco, a lettura conclusa, quello che mi sento di dire.

TITOLO: La Regina del Nilo
SOTTOTITOLO: Il Trono d'Egitto ( #1)
AUTORE:  Javier Negrete
CASA EDITRICE: Newton Compton Editori
PAGINE: 282
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
GENERE: Romanzo storico

TRAMA

 "La giovane Cleopatra è l’erede della dinastia dei Tolomei, discendenti di Alessandro Magno. Sa di poter ambire al regno d’Egitto, ma è molto diversa dagli altri pretendenti al trono, in particolare dallo spietato fratello minore Tolomeo: è ambiziosa, intelligente e ha una mentalità aperta e progredita. Ecco perché, quando sua nonna Neferptah sta per morire, riesce a strapparle senza troppe difficoltà un giuramento solenne: per nessuna ragione al mondo Cleopatra mescolerà il suo sangue a quello dei fratelli, come hanno sempre fatto i faraoni nei tempi passati, e si concederà solo al più potente degli uomini. Ma Tolomeo, arrogante e sanguinario, non vede l’ora di prendere il potere: non vuole rinunciare al trono e tanto meno alla sorella, anche se dovrà usare la forza per ottenere ciò che vuole. Intanto, dall’altra parte del mare, si profila ben altro scontro: quello tra Pompeo e Cesare per la supremazia su Roma e sul Mediterraneo. Un conflitto destinato a risolversi in maniera sanguinaria.
Nella trilogia La Regina del Nilo, Javier Negrete – autore spagnolo noto in patria per i suoi romanzi storici di grande successo – ci offre un affresco unico della corte egiziana e della sua straordinaria regina Cleopatra."

RECENSIONE

Per quanto sia affascinante la trama - vi ho mai detto che ho un debole per i romanzi storici? :) - mettiamo subito i puntini sulle "i".  Come altri casi in cui mi sono imbattuta, la sinossi sul risvolto di copertina rispecchia soltanto in parte il contenuto delle pagine, come anche le varie frasi sul retro di copertina si riferiscono probabilmente all'intera trilogia più che a questo singolo volume. Cleopatra non vive alcuna storia d'amore ne "Il Trono d'Egitto", e che il fratello Tolomeo deve "usare la forza per ottenere ciò che vuole" si riferisce ad un singolo episodio, tra l'altro alla fine del libro. 
Personalmente detesto queste strategie di mercato, che vendono un prodotto per ciò che poi non è, ma a parte questa ripicca personale, il fascino di una figura come Cleopatra è innegabile.

La più celebre regina d'Egitto si presenta al lettore quando è ancora in tenera età e, appena quindicenne, vive a Menfi con la nonna e i tre fratelli, Arsinoe e i due Tolomei. Ma la sorellatra Berenice, che ha preso il potere spodestando il proprio padre, Tolomeo Aulete, non può permettersi di avere rivali per il potere e tenterà di rendere innocue sia Cleopatra che Arsinoe. Cleopatra, quindi, comincia a fare i conti con gli intrighi della politica alessandrina fin dall'adolescenza. Intelligente e colta, nutre per il suo paese un'amore profondo ed è animata dal forte desiderio di migliorare le sorti dell'Egitto, facendo quello che i suoi antenati non sono stati in grado di fare, ossia governare, e tenterà di essere una buona regina fin da quando, eliminata Berenice, diventerà regina.

La personalità di Cleopatra è delineata con attenzione, un po' più vaga è la descrizione dei luoghi e degli ambienti nei loro complessi, non tanto dei singoli edifici, quanto piuttosto del "clima egiziano".
Javier Negrete dimostra la sua conoscenza, almeno parziale, dell'epoca di cui ha deciso di trattare, ma si dilunga in alcuni casi in spiegazioni superflue e noiose. Come quella che si può trovare già nelle prime pagine, dove l'autore spiega con sovrabbondanza di particolari perchè il Nilo conosce periodi di piena, partendo con lo spiegare la formazione delle nubi in tal posto e tutto il meccanismo indrogeologico, che ben poco interessa al lettore e che ha il solo risultato di annoiarlo e dargli l'impressione di trovarsi davanti ad una rievocazione storica priva di sentimento. 

Per fortuna non sarà sempre così e la vicenda si fa fin da subito più movimentata, coinvolgendo il lettore tra gli intrighi per il potere e portandolo nella vita dell'Egitto di duemila anni fa. Ma devo dire che c'è qualcosa che ancora non convince, l'impressione di una certa frettolosità nello scrivere e nel mandare avanti la storia. Sarà un'impressione solo mia, forse, chi lo sa, ma certo è che quando ci si ritrova davanti ad un libro di circa 280 pagine, con una quarantina di caratteri per riga e con una trentina di righe per facciata, ci si chiede se magari non si potevano approfondire un po' di più alcuni aspetti, piuttosto che dare l'impressione di aver pubblicato un libro per bambini. E' pur vero che un simile formato è maneggevole anche per le dimensioni e si lascia leggere senza essere pesante, ma rimane sempre il problema che il libro non è esattamente quello che viene pubblicizzato. Sarà anche un best sellers, ma, se dovessi confrontarlo con un libro di Valerio Massimo Manfredi, per esempio, apparirebbe molto più "leggero" sotto ogni aspetto, anche dal punto di vista della ricostruzione storica. 

La seconda parte, invece, è incentrata quasi interamente su Cesare, il grande Giulio Cesare, che promette di ricoprire un ruolo decisivo nei prossimi libri e preannunciando l'intreccio tra storia romana e storia del Regno d'Egitto. Alla vigilia dello scontro tra i due grandi generali, Pompeo e Cesare, anche all'interno della famiglia dei Tolomei si presentano le prime avvisaglie di conflitti. Perchè Cleopatra ha promesso di unirsi all'uomo più potente del mondo, infrangendo la tradizione: ma chi è questo uomo, e come potrà Cleopatra incontrarlo? 
Domande, queste, che suppongo troveranno una risposta nel seguito.

mercoledì 22 gennaio 2014

Una bella recensione a "Il Sigillo di Aniox - Il Destinato", il mio secondo libro :)

M.P. Black, scrittrice di fama ormai consolidata, ha letto il secondo volume della  mia trilogia e ha lasciato un suo commento molto positivo, che vi ripropongo, sperando che vi faccia fare un pensierino sulla mia trilogia!

" Ho letto con molto interesse e attenzione il sequel de “Il sigillo di Aniox”, una saga promettente e appassionante, firmata dalla giovane autrice Chiara De Martin. La prima caratteristica che ho potuto constatare, è che l’autrice è cresciuta e maturata, sia dal punto di vista dello stile, che dell’approfondimento della trama, dei contenuti e della caratterizzazione dei personaggi. Ma partiamo con ordine. Ruth, la protagonista, si trova nelle mani del “Destinato”, un ragazzo affascinante ma ambiguo, che la tiene prigioniera e vuole farla sua regina. Attorno a loro, si muovono i personaggi che abbiamo già conosciuto nel primo capitolo, insieme a nuovi arrivi, che arricchiscono la trama, oltremodo incalzante, e che conducono rapidamente il lettore fino all’ultima pagina, senza mai annoiare. Nel libro vi sono parecchie scene d’azione e di tensione, che tengono il lettore col fiato sospeso e che sono state descritte dall’autrice con una certa abilità, senza mai cadere nello splatter o nell’esagerazione che, a volte, può infastidire il lettore, più che caricarlo di attenzione.
Lo stile è fluido, scorrevole ma, rispetto al primo volume della saga, l’ho trovato arricchito di nuovi vocaboli e di frasi più ricercate, dove nulla sembra mai dato per scontato, come se l’autrice avesse voluto pesare ogni parola utilizzata, facendone buon uso.
I personaggi sono ben caratterizzati, sia dal punto di vista psicologico che fisico, e anche nell’abbigliamento. Nulla, insomma, è dato per scontato.
Non voglio addentrarmi nella trama, per non togliere la curiosità della lettura, ma invito comunque tutti gli appassionati del fantasy ad avvicinarsi a questa saga che merita senza dubbio tutta la nostra attenzione. E ora attendo con ansia il terzo e ultimo capitolo della saga, dove sicuramente tutti i nodi verranno al pettine e dove, molto probabilmente, Ruth renderà partecipe il lettore della sua scelta sentimentale."



 Piazza Editore, 2013

mercoledì 15 gennaio 2014

Quattro chiacchiere con l'autore: Lorenzo Carbone



"Libri del cuore e cuore di libri" ospita oggi LorenzoCarbone, un giovane autore che vuole parlarci un po' di sè e dei suoi libri. Io sono molto curiosa di scoprire che cosa ci racconterà, e voi?

1)      Per chi ancora non ti conoscesse: che cosa ci dici di te? 

  Piacere di fare la vostra conoscenza, mi chiamo Lorenzo Carbone, ho 26 anni, e sono laureato presso la    facoltà di Storia dell’ Università degli studi di Genova con la tesi riguardante i Populismi nella Storia. Vivo a Genova, per ora ancora con i miei genitori (anche se ho diversi progetti per poter convivere con la mia compagna, anche se nessuno di essi prevede l’omicidio ;) ), per mantenermi faccio il tutor per bambini con problemi di apprendimento o stranieri (mia gioia e dannazione), sono un documentarista e un attivista politico di un piccolo movimento politico / culturale della Liguria dedicato soprattutto alla preservazione della natura e dell’ arte in quanto forma di espressione culturale. Sono alto oltre i due metri, e nonostante la mia pigrizia ai tempi dell’ infanzia, ero piuttosto abile nella pallavolo, anche se poi un brutto male non mi ha permesso di andare avanti con esso. Ora mi limito al nuoto. Mi piacciono : l’antropologia, la storia militare, i giochi di ruolo, la cultura asiatica, il cibo sudamericano, i dolci che preparo, gli scacchi, i videogame d’azione, la musica classica e quella metal, fare le pulizie in casa, passeggiare con la mia cagnetta e il mio amore, giocare con i cani e molto altro che ora non mi viene in  mente.


2)      Forse è una domanda scontata, ma questo non significa che non sia importante: che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura?

 Non è assolutamente scontata , e per me è sempre una domanda alquanto difficile a cui rispondere. Ho sempre avuto una grandissima fantasia fin da quando ero piccolo, e spesso viaggiavo con la mente, ideandomi storie sempre nuove e divertenti anche guardando semplicemente un muro. Questa mia “arte” mi aveva alienato agli occhi di molti miei compagni di scuola, ma ora come ora vedo che i frutti della mia fantasia stanno sorgendo sempre di più, dandomi sempre più soddisfazioni in tutti i campi in cui essi possono essere utilizzati. Tornando a noi, sono solo quattro anni che scrivo sul serio. Ricordo ancora come se fosse ieri quando scrissi “Il cuore del diavolo “ e “L’albero”, i miei primi due lavori, mentre sentivo un pezzo della band Nox Arcana. Erano lavori grezzi e quasi abbozzati , verissimo, ma mi hanno dato una grande spinta ad andare avanti. Tutti coloro a cui avevo fatto leggere i miei lavori mi hanno sempre dato recensioni positive ( e ancora adesso, dico con tutta la modestia possibile, che non ho ancora ricevuto una recensione negativa da blog o giornali regionali, ma come si dice, c’è sempre una prima volta), dandomi sempre maggior linfa vitale. Poco tempo dopo cominciai a scrivere un racconto breve, che continuò ad essere sviluppato , e divenne il mio primo romanzo, "Vedrai Chi Sono, la Nascita dell’ Uomo."


3)      Parlaci un po’ dei tuoi libri: di che cosa trattano, qual è il genere, come sono nati… siamo lettori molto curiosi! 

Con immenso piacere. Il mio primo libro, già uscito e in vendita presso diverse librerie onlinesi intitola “Memorie dal Nulla, un semplice viaggio nell’ Assoluto”;  il libro si presenta come una serie di racconti brevi, suddivisi in due gruppi, “Memorie della Luce” e “Memorie della Tenebra”, in cui parlo di diversi aspetti della vita, episodi che sono successi (anche se alcuni spero di no) a tutti noi, o con cui si è avuto a che fare, anche semplicemente guardando un telegiornale o chiacchierando con una persona per la strada. L’amore e tutti gli altri sentimenti che ci rendono persone in carne ed ossa ci permettono di vivere davvero, vengono rivisti in questi miei racconti, mostrando come sia poi il nostro personalissimo concetto di luce e tenebra (certo, è un concetto estremamente personale) a posizionare diverse azioni o gesti in una delle due “fazioni”. Nelle mie storie, creature/sentimenti/cose prendono il dono della parola e ci dicono cosa ne pensano di ciò che gli sta intorno, una malattia vedrà noi come clienti per convincerci a provare il suo “prodotto”, una gabbia di un canile sarà una creatura triste e solitaria, ma che prova un’immensa gioia ogni volta che vede il suo “ospite” essere liberato e dato ad una famiglia che gli vorrà bene, l’odio è rappresentato come il quinto e più forte dei cavalieri dell’Apocalisse che ha assorbito in sé il suo predecessore, la paura, e con le sue nere ali piomberà su di noi, il potere più assoluto saranno delle nere mani che cercano di infilarsi in ogni nostro orifizio per poterci immondare con il loro potere. Alla fine di questo breve ma paradossale viaggio si avrà a che fare con la guida spirituale di tutto, Sindry, un essere meschino ma allo stesso tempo buono e gentile, brutto ma bellissimo, che cercherà di aprire la strada verso il Nulla, che è anche il Tutto, perché nessuno dei due può esistere senza uno di essi.
Il mio primo romanzo invece si chiama “Vedrai Chi Sono, la Nascita dell’Uomo”. Si tratta di un romanzo con venature storiche, thriller e di fantascienza. Nella Germania dilaniata dalla guerra dei contadini, tre mercenari, i teutonici Vashna Von Carnstein ( nonché leader del trio e protagonista del libro) e Matthias Zauber (alchimista) e l’ afro/veneziano Krahe Finn (assassino), vengono assoldati da un misterioso e alquanto perverso conte per un incarico che sembra semplice, veloce, pulito ed estremamente ben pagato per la somma ricevuta, assassinare sua moglie. Ciò che il viscido nobile non ha detto e che questa donna non è davvero sua moglie, ma bensì un generale di un'armata proveniente da un altro tempo che sta affrontando la fazione in cui serve il conte Von Suddendorf. Vashna e i suoi compagni verranno catapultati in un mondo a loro completamente diverso, dove personaggi di ogni epoca combattono tra di loro in due grandi schieramenti, e nessuno dei due è precisamente da considerarsi buono o malvagio, visto che entrambi per raggiungere i loro scopi non si fermeranno di fronte ad una bambina appena nata, che crescendo è divenuta l’ago della bilancia in questo conflitto che si protrae nelle ere. Tutto ciò che noi conosciamo della storia è stata una gloriosa menzogna creata da questi uomini, che nonostante i loro nomi eccelsi (Giulio Cesare, Niccolò Machiavelli, Elisabetta Prima, Robespierre) si dimostreranno semplici persone, con poteri quasi divini vero, ma con tutte le insicurezze e le paure che attagliano ogni giorno le nostre menti.
Il mio secondo romanzo è uno steampunk chiamato “Impero Antropologia di una Distopia”. Nel più orrido dei futuri possibili, l’essere umano viene considerato un semplice file nell’enorme stato di Mask, che probabilmente copre l’intero globo (tantissime conoscenze sono andate perse, perché vengono ritenute dall’Impero “Inutili e che occupano spazio in maniera futile”. Non esiste più la parola "umano", ma vi sono diverse caste , ognuna di esse create apposta per precisi scopi. I nostri due protagonisti, Lucian e Ceasar Von Kroemel sono due ZOA, ovvero poliziotti, ispettori, giudici e giuria. Dovranno risolvere casi di morbosa umanità latente o rivolte di liberi pensatori. Ceasar è ciecamente fedele ai concetti dell’ Imperatore Neptium Decimo, mentre il fratello “modello più recente” Lucian vorrà sapere per che cos’è che combattono i “Ware” ovvero le persone che credono in un mondo più simile al nostro, e molto probabilmente, anche migliore di questo. 
  
4)       Quali sono i tuoi modelli ispiratori, quali sono state le letture che più di tutte ti hanno formato? 

 Se devo essere sincero, a parte Edgar Allan Poe e K.Dick, non ho molti altri modelli ispiratori su cui potermi davvero basare. La mia è una scrittura troppo di getto per essere considerata di ispirazione diversa dalla mia ( ed anche per questo che molte volte il risultato non è dei migliori:) ). Comunque per quanto riguarda le mie basi letterarie, esse sono ben forti. A parte i due suddetti autori di prima, tutto il genere noir, gotico e thriller può essere considerato la mia base. Per quanto riguarda gli scrittori italiani, ho una grande stima di Niccolò Ammaniti ( a mio parere "Io e te" è un capolavoro) e il mio compaesano Michele Lorefice.

  5)       Nella tua esperienza editoriale, quali sono quegli aspetti che ti hanno soddisfatta e cosa, al contrario, cambieresti? 

Ecco, qui arrivano le note dolenti per me. Gli aspetti positivi sono tantissimi, sia per le soddisfazioni  personali, sia per il vivo interesse che molte case editrici ( regionali e non) hanno dimostrato per i miei lavori, sia per quelli presenti che per quelli futuri. Ho già fatto diverse presentazioni letterarie dei miei scritti, sia in diversi locali che in diversi centri culturali. A differenza di molte persone che conosco non sono mai stato truffato in maniera grave ( a parte che dall' organizzazione poeti e poesia che mi ha derubato di centoventi euro, quindi non la trovo una grave perdita, benché fossero interamente miei) e gli editori hanno sempre avuto un rapporto amichevole nei miei confronti. L'unico e grande punto negativo è rappresentato dal fatto che per pubblicare , la spesa che viene alla fine dei conti per me è troppo elevata. Il mio lavoro non è proprio quello che si dice una miniera d' oro, e uno spiacevolissimo episodio dell' anno scorso ha dissanguato il mio conto bancario. Ora come ora centellino ogni singolo euro; per carità, molti editori ti vengono incontro per il prezzo, ma anche loro comunque devono vivere, e non possono fare la carità con un signor nessuno con me. 
6)      A questo punto ti chiedo, che cosa ne pensi in generale dell’editoria italiana nelle sue diverse forme? 

 Come detto prima, la mia opinione sul mondo editoriale italiano è buona, è un mondo sofferente, abitato
da approfittatori , che annaspa per vivere, ma esiste. Conosco molti editori che si danno davvero da  fare
per i loro progetti. Ma ripeto, la crisi ( prima di tutto culturale) esiste, e loro non possono pubblicare per
gioia, devono avere un compenso, ed esso deve avere un margine di guadagno su quello che spendono.

7)      Il consiglio che non daresti a nessuno scrittore alle prime armi? 

Quello di ascoltare ogni suggerimento/ critica/ avviso/ correzione che ti viene detto/a . Se non si dovesse mai fare così non si andrebbe da nessuna parte, perché è antropologicamente impossibile che due persone possano avere tutte e due le stesse ed identiche idee su tutti gli argomenti. Bisogna scrivere quando ci si sente, ma soprattutto scrivere di quello che si vuole scrivere altrimenti il risultato che ne uscirebbe sarebbe quello di rileggere ciò che si è creato e andare incontro di ogni scrittore, quello di chiedersi com’è possibile aver scritto delle cose del genere e dover ricominciare il lavoro daccapo. 

8)      Se dovessi scrivere una storia in cui il protagonista è un animale, che animale sarebbe? Perché?
  
Ne ho già scritte diverse, quasi tutte a lieto fine. Sebbene mi ritenga una persona forse troppo indifferente nei confronti delle persone e dei loro problemi, non riesco a trattenere le lacrime quando vedo o sento storie di sofferenza degli animali. Sono una di quelle persone che salva i lombrichi dalla strada e li mette al sicuro ( di recente ho salvato un piccione da sorte simile) e che odia per principio il dominio dei forti su chi non ha possibilità di difendersi ( e ciò è ben differente dal concetto di debole). Il mio primo racconto che scrissi con protagonista un animale fu "Elogio", dove un dolce cucciolo di foca vede con i suoi occhi la delirante potenza del principe nero, il petrolio, nel suo habitat, e questo è anche l' unico racconto che ha un finale triste. Altri due racconti sono dedicati al mio cane Cher, il primo è un racconto, il secondo è una poesia scritta da pochissimo. Cher sarà uno dei pochi fili conduttori di ognuno dei miei romanzi. Il quarto è il racconto dedicato alla gabbia del canile.
  
9)      Ti viene data la possibilità di compiere un lungo viaggio a tua scelta: dove ti piacerebbe andare e per quale motivo? 

Mi piacerebbe tanto esplorare il mondo asiatico, in ognuno delle sue innumerevoli sfaccettature. Ho una grande passione per la mitologia e per l' esoterismo di tutto il mondo, e conoscere di persona le tradizioni di tempi e popoli perduti sarebbe per me un grandissimo traguardo. Inoltre vorrei esplorare il Sud America, e dato che la mia compagna è di quel posto sarebbe un ottimo Cicerone.

10)  Per finire, hai attualmente altri progetti nel cassetto, libri da pubblicare, storie da raccontare, cose da dire? 

Ho tantissimi progetti in mente, come il mio perenne sogno nel cassetto di poter un giorno divenire un doppiatore, sia di film che di cartoni animati giapponesi, ma che sicuramente non si potrà avverare a causa di un mio difetto linguistico. Un altro mio sogno è quello un giorno di diventare preside di una scuola. Per quanto riguarda i miei lavori, sto scrivendo un libro di fiabe con l' aiuto della mia compagna, insieme ad un altra persona sto scrivendo un libro comico con vene surreali e goliardiche. Inoltre so che questo sarà finalmente l' anno in cui potrò andare a vivere con la mia amata e cominciare davvero a seguire la vita che ho sempre voluto.




Qui potete trovare dei miei link in cui trovare il mio libro


http://ebook.freeonline.it/scheda-ebook/lorenzo-carbone/memorie-dal-nulla-9788891115331-138100.html
isbn 9788891115331

Il mio profilo facebook https://www.facebook.com/sindry87

Email: pedigree87@vodafone.it

Grazie Lorenzo per essere stato con noi, è stato molto interessante fare la tua conoscenza! Non posso fare altro, a questo punto, che augurarti una buona scrittura e una vita felice e serena con la tua compagna!

domenica 12 gennaio 2014

Recensione: I Guardiani delle Anime - Il Veleno delle Streghe by M.P.Black

Ebbene sì, M.P.Black non si smentisce mai e si dimostra ancora una volta instancabile, regalandoci un altro dei suoi avvincenti romanzi. Questa volta si tratta del seguito dei "I Guardiani delle Anime", serie inaugurata con "I Guardiani delle Anime - La maledizione della Regina" ( trovate la recensione qui ) nell'ormai "lontano" 2011.

TITOLO:  I Guardiani delle Anime
SOTTOTITOLO:  Il Veleno delle Streghe
AUTORE: M.P. Black
CASA EDITRICE: Edizioni Domino
NUMERO DI PAGINE:260
ANNO DI PUBBLICAZIONE:  2013
GENERE: Paranormal fantasy

TRAMA

"28 giugno 1681. La Duchessa Angélique de Fontanges muore avvelenata per mano della famigerata Marchesa di Montespan, che trama per ottenere l'immortalità, e per farlo dovrà impossessarsi di una potente pozione. Francia, oggi: Jean Luc Lemaire e Charlotte de Lavoisiers non si conoscono, ma il destino sta per farli incontrare, perché i due, in un lontano passato, hanno vissuto una tormentata, e purtroppo breve, storia d'amore. Nel Quartier Generale dei Guardiani delle Anime, la Strega Annette e Jacob Ross si trovano a dover affrontare una nuova, disperata missione. Quella di impedire alla Marchesa di Montespan di reincarnarsi nella sorellastra di Charlotte e di assassinarla, per ereditare ogni bene lasciato dal padre, morto qualche tempo prima. Un'altra Strega potente, intanto, trama alle loro spalle per proteggere la reincarnazione della Montespan e, con lei, assumere il controllo del potere politico mondiale. I Guardiani delle Anime si troveranno così ad affrontare la loro missione più difficile, dove il confine tra la vita e la morte sarà davvero sottile."

RECENSIONE

Confesso che mi trovo, in questo momento, di fronte alla tanto temuta "crisi da foglio bianco". Cosa dire di questo libro, dei Guardiani delle Anime, di Jean Luc e Charlotte e degli intrighi che M.P.Black ha saputo intessere con abilità tra queste pagine?  
Sebbene di solito sia uno degli ultimi punti che tratto in una recensione, questa volta mi sento di partire dallo stile, anche perché della trama non si può parlare più di tanto per non svelare troppo e rovinare sorprese e colpi di scena. La prima parola che mi viene in mente per descrivere il modo in cui M.P. Black scrive 
(scusate il gioco di parole) è "fresco": scrittura scorrevole, senza eccessivi fronzoli, lineare ma non così essenziale da risultare banale; sarà anche la qualità della carta della pubblicazione, di un bel bianco immacolato, ma si ha la sensazione di uno stile limpido. Insomma, è davvero un piacere leggerlo! 
Dovendo fare soltanto qualche appunto a questo proposito, ho riscontrato una certa ripetitività nella descrizione degli abiti seicenteschi: ho notato, infatti, che per le vesti maschili vengono usati gli stessi vocaboli e la stessa tipologia di abbigliamento, ma suppongo che non sia facile, per noi uomini e donne del XI secolo, "calarci nei panni" - e qui il paragone ci sta del tutto" - tipici della corte del Re Sole e, di conseguenza, descriverli come avrebbe potuto fare un vero uomo del XVII secolo.

E visto che questa volta mi sento di sovvertire la scaletta che, bene o male, le mie recensioni di solito seguono, ora parliamo un po' dei personaggi. Tra i miei preferiti c'è sicuramente Jacob Ross, il Primo Guardiano, con le sue spade Katana e i capelli lunghi che lo fanno assomigliare un po' ad un personaggio tipicamente giapponese. Spetta a lui, a parer mio, il merito di avere il carattere più profondamente delineato: tra le sue responsabilità e i suoi sentimenti, Jacob si trova spesso ad agire e soprattutto a pensare in modo contradditorio, tra l'autoritario e l'atteggiamento tipoco di chi sa che non può avere, a causa del ruolo che ricopre, ciò che vorrebbe. Ancora tormentato dal ricordo di Rose, la Maga che per anni gli è stata accanto come compagna e che è uscita di scena nel primo libro, ora il Primo Guardiano deve fare i conti con Annette, la sorella gemella di Rose, così simile a lei eppure radicalmente diversa.
Tuttavia, tra i Guardiani, questa volta è Andrè, esperto di tecnologie informatiche, ad avere il ruolo più importante nella missione fondamentale: impedire alla Marchesa di Montespan di reincarnarsi, aiutato in questo da Jean Luc e Charlotte, le reincarnazioni di due giovani che nel passato, ai tempi del Re Sole, si sono amati profondamente senza tuttavia avere la possibilità di coronare il loro amore. Ora i loro Spiriti Antichi li hanno portati a ritrovarsi, ma la loro unione, e più ancora la loro vita, è minacciata dalla sorellastra di Charlotte, Fraçoise e, come se non bastasse, anche dalla presenza di una Strega molto potente.

Il rischio dell'impresa è elevato e non tutto potrebbe andare come pianificato, mettendo tutto in discussione. In questo contesto ogni personaggio ha il suo ruolo, il suo spessore, il suo ruolo: ma, forse a causa dello spessore esiguo del libro, in alcuni casi l'attenzione alla psicologia dei personaggi viene sacrificata a favore della dinamicità e dell'azione. Questo, se da un lato impedisce di trovare la lettua noisa, ma anzi la rende avvincente e spinge a leggere il libro tutto d'un fiato, da un lato rende i personaggi poco incisivi. Insomma, il lettore li apprezza, condivide con loro le loro avventure, ma non gli rimangono impressi molto a lungo.

Uno dei più grandi ( si fa per dire ) difetti de "I Guardiani delle Anime" è la brevità della storia: niente da dire sul fatto che in questo modo è molto più abbordabile, soprattutto per quei lettori che non hanno molto tempo da dedicare alle pagine di un libro o per chi, un libro, lo apre solo sporadicamente, ma anche perché il lettore viene privato troppo presto di una buona lettura e perché lo sviluppo delle vicende, compreso il rapporto tra i personaggi principali, si trova "schiacciato" dallo sviluppo della trama. Gli stessi eventi narrati, anche se sono senza dubbio interessanti, si svolgono con un ritmo un po' inverosimile, troppo accelerato, almeno per i miei gusti. Rimane comunque affascinante questo alternarsi di passato e presente, questo calare il presente nel passato e far vedere come il passato è assolutamente e inscindibilmente legato al presente. La Marchesa di Montespan, poi, è una donna che fa venire i brividi, ma anche la sua amica Chapelain non si può dire che scherzi.

Bisogna  dire però che l'azione c'è, i colpi di scena pure, il finale ... anzi no, su questo non vi dico proprio nulla, leggetevi il libro se volete saperlo! Tornando a noi, ci sono molti spunti interessanti ma che a volte, purtroppo, vengono sviluppati in modo un po' sintetico. Malgrado questo, il libro si legge tutto d'un fiato, ma questo non deve più di tanto stupire se andiamo a vedere i trascorsi letterari di M.P.Black, che ormai non si contano più sulle punte delle dita. E sono sicura che si riprendessi in mano "Lisa Verdi e il Ciondolo Elfico", suo libro d'esordio, il percorso di evoluzione e miglioramento sarebbe evidente.

E infine, consentitemi di augurare un "in bocca al lupo" all'autrice, visto che a breve uscirà una sua nuova fatica che non mancherò di agiungere alla mia libreria. E voi, avete già letto i libri di M.P. Black? Qui sotto vi segnalo i link dove potete trovare le mie, se siete curiosi!


 

sabato 4 gennaio 2014

Recensione: Fratelli dello Spazio Profondo by Erika Corvo

Ed arriva anche la prima recensione del 2014!!
Qualche giorno fa ho pubblicato sul blog la sua intervista, ora posso finalmente parlare del primo dei suoi libri: la scrittrice di cui stiamo parlando è Erika Corvo e il libro fresco fresco di lettura si intitola "Fratelli dello Spazio Profondo".  Dopo averlo letto con attenzione, ecco la mia recensione, e ci mettiamo di mezzo pure la rima! Buona lettura!

 

TITOLO: Fratelli dello Spazio Profondo
AUTRICE:  Erika Corvo
CASA EDITRICE: Youcanprint Self-Publishing ( autopubblicato)
PAGINE: 323
ANNO DI PUBBLICAZIONE: prima edizione digitale 2012
grazie all'autrice per avermi inviato il libro in formato pdf

TRAMA

"La storia esce totalmente dagli schemi tradizionali ed è imperniata su elementi psicologici reali inseriti in un contesto fantastico. Pensato per essere un film e non un libro. Raccontato via via da ciascuno dei personaggi secondo un punto di vista differente. Psicologia, avventura, scienza, amore, odio, azione, riflessione, pensieri, sentimenti, ecologia, sparatorie, colpi di scena... Non riuscirete a dormire finché non sarete arrivati all'utima pagina."

RECENSIONE

Bisogna ammettere che una sinossi simile non rende granché bene l'idea del contenuto del libro, per cui direi che è il caso di spendere due parole in più, per dare ai lettori la possibilità di capire più o meno precisamente di cosa e di chi stiamo parlando.
All'inizio ci troviamo su Ottol, un pianeta appartenente alla costellazione Chioma di Berenice, nell'anno 749 Federal Domini. Il protagonista si presenta quasi subito ai lettori: si tratta di Brian Black, uno studente del "Complesso delle Scienze", la scuola più qualificata e importante di tutta la "Federazione Interplanetaria". Malgrado le sue innegabili capacità, Brian è la vittima preferita dei soliti "bulli" e, data l'assoluta indifferenza dei professori, è costretto a ricorrere alla violenza per non essere sopraffatto. Le cose cominciano a cambiare con l'arrivo al Complesso di Stylo, un giovanissimo professore di chimica, con il quale Brian stringe subito e inaspettatamente un buon rapporto di amicizia. Tuttavia, Stylo sembra nascondere qualcosa e anche Brian, dopo aver riscontrato delle irregolarità nei messaggi ricevuti dai suoi genitori, comincia a sospettare che qualcosa di orribile sia accaduto al suo pianeta natale, Bagen. Una  volta che i suoi sospetti sono diventati certezza e che coloro dai quali Stylo sta scappando raggiungono il Complesso, ai due non rimane altro che lasciare Ottol, fuggendo su una navicella spaziale per fare rotta verso Bagen. 
Qui Brian si troverà di fronte ad un paesaggio molto diverso da quello che aveva lasciato da bambino. La devastazione di cui sarà testimone lo spingerà a prendere una via diversa da quella che altri avevano progettato per lui. In cerca di vendetta, si unirà ai Fratelli dello Spazio Profondo, un'organizzazione di pirati, terrore dell'universo. 
Da allora, Brian perseguirà un unico scopo: quello di scovare, a tutti i costi, i responsabili della rovina del suo pianeta e di fare giustizia, aiutato dall'ormai inseparabile Stylo. Le sue imprese lo porteranno a diventare il Diamante Nero, uno dei nomi più tenuti dell'intera Fratellanza.

Non ho mai celato la mia perplessità, per non dire avversione, nei confronti delle autopubblicazioni. Viene subito da pensare che l'autore o autrice in questione non abbia avuto abbastanza voglia di provare con una casa editrice vera e propria, passando subito al prodotto finale, oppure che sia stato rifiutato e che abbia deciso di ripiegare sul self-publishing. Nessuno riuscirà a togliermi dalla testa, perchè ne ho avuto diretta esperienza, che molti scrittori "in proprio" scrivono davvero da cani, pubblicando i loro "libri" senza averli nemmeno letti una seconda volta, o averli fatti leggere a qualcuno. Ma per correttezza devo dire che, allo stesso modo, non mi capacito di come, tra i libri autopubblicati che ho letto, ce ne siano stati diversi che meritavano davvero uno sbocco migliore ma che non sono stati accettati ai "livelli più alti", se di livelli si può parlare, mentre quotidianamente case editrici anche di un certo calibro pubblicano libri di qualità davvero bassissima, solo perché sono richiesti dal mercato.

"Fratelli dello Spazio Profondo" non è un capolavoro e ha, come tutti i libri, i suoi difettucci, tuttavia si lascia leggere molto volentieri e anzi, alla fine mi ha davvero entusiasmata, tanto che non vedevo l'ora di sapere come sarebbe andata a finire, e questo è un elemento di cui tengo sempre conto nell'esprimere il mio giudizio su un libro, al di là dei vari errori grammaticali o di sintassi che possono esserci, per cui devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa scoperta letteraria, e perplessa per il fatto che, a detta dell'autrice, l'opera non sia riuscita a trovare uno sbocco con case editrici "tradizionali".
Come sempre, quando un libro piace, ci sono molte cose che si vorrebbero dire, ma per ragioni di lunghezza, vedrò di sintetizzare e di mettere in evidenza luci e ombre.
Partendo dai sopraccitati difettucci, la prima impressione che ho avuto leggendo le righe iniziali non è stata delle migliori: si presentano piene di ripetizioni e questo mi ha fatto immediatamente storcere il naso. Le ripetizioni sono, però, un caso limitato all'indroduzione, mentre altri errori si trascinano per la prima parte o per tutto il libro: l'uso di ne' al posto del corretto ( controllando, si verifica che ne' non esiste nemmeno), si al posto di , e l'uso ripetuto del congiuntivo in frasi in cui sarebbe stato meglio, per correttezza grammaticale, un bel indicativo. Anche le virgole vengono usate con una discreta libertà, finendo là dove la loro presenza non sarebbe stata necessaria. Troviamo poi qualche errorre di battitura, ma quelli, come ho imparato sulla mia pelle, sfuggono anche all'occhio più allenato. 

Altro particolare che ho trovato piuttosto strano è la presenza di oggetti quali giornali, estintori, impianti antincendio arretrati, insomma tutta una serie di elementi piuttosto "antiquati" se consideriamo che stiamo parlando di fantascienza.Si tratta probabilmente di strumenti che rimangono caratteristici dei vari pianeti, malgrado i viaggi nello spazio non siano più un'utopia.

Brian Black è sicuramente un bel personaggio, ma, almeno in questo primo libro, un po' troppo statico per i miei gusti. Tra i vari protagonisti è sicuramente quello meglio caratterizzato e più affascinante: chi può rimanere indifferente al fascino di un bel pirata in cerca di vendetta? Soprattutto alla fine, però, l'autrice ci dà la possibilità di intravvedere qualche spiraglio di cambiamento. Altra figura interessante è quella di Juno Lancert, finita nelle grinfie del Diamande Nero perché figlia del Governatore, uno degli obiettivi della vendetta di Brian. Il rapporto tra i due appare fin da subito molto particolare, e no, non stiamo parlando - spero personalmente non ancora - di una storia d'amore, ma di una relazione complessa, che finisce in molti casi per rivelare la contradditorietà degli stessi personaggi.
Stylo Van, invece, è colui che riporta Brian con i piedi per terra ogni volta che si lascia andare troppo con la violenza: elemento un po' marginale e fisso, sebbene importante e tutto sommato piacevole.
Tutti i personaggi, sebbene caratterizzati in modo soddisfaciente, mancano, a mio avviso, di un vero e proprio spessore psicologico, forse perché l'attenzione è rivolta prevalentemente all'azione, che non manca mai. Se può risultare scontato che Black sia il migliore praticamente in tutto, non così prevedibili sono i piani elaborati da lui e Stylo nelle varie imprese: il modo in cui il giovane pirata riesce a vendicarsi del Governatore è una chiara dimostrazione della sua intelligenza e gli assicura senza riserve la simpatia del lettore, che però, a dirla tutta, viene un po' meno quando si passa alla violenza.

Questo stesso lettore viene trasportato attraverso lo spazio, sulla Black Diamond, al fianco di Brian Black, alla ricerca dei fratelli deportati come schiavi e nel tentativo di liberare tutti i bageneidi dalla schiaviutù a cui sono stati condannati. Ho trovato lo stile con cui tutto viene narrato un po' troppo freddo e distaccato: passi che è un romanzo di fantascienza e che i temi trattati sono vari e tutti seri, insomma, non si può scherzare, ma personalmente avrei preferito qualche espressione un po' più intensa, un po' più calda, invece non mancano espressioni gergali o talvolta volgari, che ben si addicono ai personaggi di bassa risma con cui i nostri protagonisti hanno, talvolta, a che fare. 

Eppure, e aggiungo solo questo per non tirarla lunga, questo libro mi è piaciuto e attendo con ansia di leggerne il seguito. Perché la storia c'è, e non è banale nè così scontata, l'azione movimenta l'intera vicenda, i corrotti non sono solo tra i pirati e la trama è ben costruita. Dal momento che la narrazione è affidata, alternativamente, ai vari personaggi, questo ci consente di conoscere anche i loro pensieri e, più raramente, i sentimenti. e il tutto finisce inevitabilmente per coinvolgere fino alla fine.

E voi, che cosa aspettate a fare la conoscenza di Brian Black?