martedì 25 febbraio 2014

Quattro chiacchere con M.P.Black!

Salve a tutti gente, rubo questo tempo allo studio dell'astronomia e lo dedico un po' al mio piccolo piccolo blog, visto che lo trascurerò già abbastanza nelle prossime settimane ( purtroppo, la Maturità si fa sempre più vicina T.T). Oggi il blog ospita M.P.Black, una scrittrice proprio della mia zona, di cui ho letto e recensito i libri ( le recensioni le trovate cliccando su link delle pagine con gli elenchi delle recensioni). Visto che M.P.Black ha avuto la santa pazienza di rispondere alle mie domande nonostante tutti i suoi impegni, lascio direttamente spazio all'intervista, senza rubare altro tempo! Buona lettura!

                                                           
1)      Per chi ancora non ti conoscesse: che cosa ci dici di te?
Ciao! Mi chiamo Paola, sono una mamma-lavoratrice-moglie-scrittrice a 360 gradi. Una giornata è sempre troppo corta per tutti gli impegni che devo affrontare quotidianamente! Adoro scrivere naturalmente, leggere, guardare DVD e andare al cinema, ascoltare musica e in particolare Mika, di cui ormai sono assolutamente dipendente e oziare (praticamente quasi mai!). Mangerei pizza e nutella ogni giorno, ma per ovvi motivi non si può, sono glitter dipendente e cambierei taglio e colore dei capelli un giorno sì e un giorno no. Amo tutto quello che è paranormale e comunque inspiegabile, sono tendenzialmente pazzoide e molto strana, ingredienti sani per riuscire a scrivere fantasy, sono solare ma timida, anche se non ci crede nessuno. Eccomi qui.

2)      Forse è una domanda scontata, ma questo non significa che non sia importante: che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura?
Ho iniziato a scrivere sin da piccola, credo di aver cominciato a stendere qualche breve racconto quando avevo nove o dieci anni. La passione è nata così, senza un motivo particolare. È un qualcosa che si ha o che non si ha, che cresce dentro di te giorno dopo giorno e che infine, quando meno te l’aspetti, ti obbliga a “buttare” su carta le tue emozioni e quanto ti frulla per il cervello. O scrivi o impazzisci, non ci sono alternative.

3)      Parlaci un po’ dei tuoi libri: di che cosa trattano, qual è il genere, come sono nati… siamo lettori molto curiosi!
Finora ho pubblicato dieci libri: la trilogia di “Lisa Verdi”, con la casa editrice 0111 edizioni, che mi ha fatta conoscere al pubblico e che ha avuto un buon successo. I primi due libri della trilogia dei “Guardiani delle anime”, con la casa editrice Domino di Piacenza, “La rosa e il pugnale”, sempre con la casa editrice Domino di Piacenza, in auto pubblicazione come ebook su Amazon e con la Youcanprint per il cartaceo, la duologia “Brilliant”, e infine i primi due libri della saga de “I Viaggiatori del tempo”, con la casa editrice Dri di Treviso. Fino ad ora mi sono dedicata sempre al fantasy, spaziando da quello per gli adulti, a volte con una vena sottile di erotismo, a quello per ragazzi, arrivando a toccare però anche l’horror e il thriller. Le trame, quasi sempre, mi nascono così, all’improvviso, mentre ad esempio sto facendo la doccia o i lavori di casa. In qualche caso, sono scaturite da precisi progetti editoriali che mi sono stati affidati e che io poi ho sviluppato e portato a termine.

4)       Quali sono i tuoi modelli ispiratori, quali sono state le letture che più di tutte ti hanno formata?
La mia maestra è J.K. Rowling. Lei mi ha insegnato a scrivere. Però posso dire che la prima formazione verso il fantasy mi è stata data dalla lettura di “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Carrol. Un libro che tuttora considero uno dei miei preferiti e che ha influenzato anche la trama della trilogia di “Lisa Verdi”.

5)       Nella tua esperienza editoriale, quali sono quegli aspetti che ti hanno soddisfatta e cosa, al contrario, cambieresti?
Il mondo dell’editoria italiana è molto variegato e difficile. È complicato, per un esordiente, arrivare a una casa editrice grande, ma fortunatamente vi sono case editrici piccole che credono negli esordienti e che danno loro una possibilità. Purtroppo, però, le case editrici piccole, non per loro colpa, difficilmente riescono ad effettuare una grande distribuzione del romanzo, per vari motivi: perché pagare un distributore costa, e tanto, perché spesso il distributore poi non porta i libri alle librerie, perché le librerie stesse diffidano dal prendersi in carico libri di esordienti od emergenti non famosi. Per quanto riguarda invece le case editrici grandi, queste non si assumono la responsabilità di pubblicare autori non famosi. Preferiscono andare sul sicuro con autori già ben conosciuti e soprattutto non italiani, dato che in Italia, purtroppo, si leggono ancora più autori stranieri che connazionali, con l’idea assolutamente errata e malsana che scrivano meglio di quelli di casa nostra.

6)      A questo punto ti chiedo, che cosa ne pensi in generale dell’editoria italiana nelle sue diverse forme?
Quello che ho già detto sopra. È complicata, troppo variegata. E non consente a un bravo autore di riuscire ad affermarsi per davvero. Questo è un peccato, perché di autori italiani bravi e professionali in giro ce ne sono molti.

7)      Il consiglio che non daresti a nessuno scrittore alle prime armi?
Quello di voler strafare. Non presentatevi mai a una casa editrice scrivendo “Ho pubblicato il miglior romanzo del mondo”, oppure “Non potete rinunciare a un autore come il sottoscritto”. Siate sempre umili, partite dal basso e, soprattutto, abbiate tanta pazienza. Col tempo, se siete bravi e riuscite a esprimere con efficacia i vostri pensieri, le soddisfazioni arriveranno.

8)      Se dovessi scrivere una storia in cui il protagonista è un animale, che animale sarebbe? Perché?
Un gatto. Adoro i gatti, perché sono contemporaneamente ruffiani e bastardi. Sanno riempirti di coccole e pochi istanti dopo graffiarti perché li devi lasciare in pace. Sono autonomi, indipendenti, coccoloni, morbidi e puliti. Non finirò mai di amare i gatti. La mia gatta si chiama Blacky e racchiude tutte le caratteristiche che ho evidenziato sopra. Ma ne ho altri otto, randagi, che girano attorno a casa e che io, da brava gattaia, sfamo ogni giorno.

9)      Ti viene data la possibilità di compiere un lungo viaggio a tua scelta: dove ti piacerebbe andare e per quale motivo?
In Scozia, sul lago di Lockness, per riuscire a scoprire se esiste davvero il famigerato e famoso mostro. Adoro la Scozia, per le tradizioni storiche, per le leggende fantastiche, per il modo di vivere degli abitanti, e soprattutto per i paesaggi che sono da togliere il fiato. È vero, piove spesso, ma l’incanto che mi procura la visione del verde sfolgorante dell’erba, in contrasto con l’azzurro turchese del cielo, giustifica pienamente la presenza di un clima non proprio salutare.

10)  Per finire, hai attualmente altri progetti nel cassetto, libri da pubblicare, storie da raccontare, cose da dire?
Eh sì, parecchi. Devo scrivere il terzo libro della saga de “I Viaggiatori del tempo”, con la casa editrice Dri di Piacenza, e a marzo inizierò un tour che mi porterà in parecchie scuole medie del Veneto. Poi devo dedicarmi alla scrittura del terzo libro della saga de “I Guardiani delle anime”, con la casa editrice Domino di Piacenza.
Poi si vedrà, ma le idee che girano per la testa sono tante.
 

Grazie per avermi ospitata qui e buona scrittura a tutti!


 

Le cover di alcuni dei libri di M.P.Black... belle vero? :)

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