mercoledì 28 maggio 2014

[Recensione] Il Signore degli Anelli - Le Due Torri di J.R.R.Tolkien

Incredibile ma vero, nonostante il tempo che non c'è mai sono riuscita a trovarne un po' per scrivere questa recensione, ma soprattutto, direi, a leggere il secondo volume di questa trilogia! Ora cercherò di esprimere il mio parere, senza pensare che fra meno di un mese sarò sotto esami e fra poco più di un mese avrò già finito il liceo...Ma per ora, a noi due, Tolkien!



 

TITOLO:  Il Signore degli Anelli
SOTTOTITOLO:  Le due Torri ( #2)
TITOLO ORIGINALE: The Lord of the Ring: The Two Towers
AUTORE: J.R.R.Tolkien
CASA EDITRICE: Bompiani
COLLANA: Tascabili
ANNO DI PUBBLICAZIONE ( ED.ITALIANA): 2003
ANNO DI PUBBLICAZIONE PRIMA EDIZIONE: 1954

SINOSSI

"Il Signore degli Anelli, composto da tre romanzi pubblicati in Gran Bretagna fra il 1954 e il 1955, è uno dei massimi cicli narrativi di questo secolo. Con questa storia chiarissima ed enigmatica, J.R.R.Tolkien ( 1892 - 1973), sommo studioso di letteratura inglese medievale e anglosassone, ha creato un mondo immaginario ma tutto oggettivato, all'antica maniera epica, e assolutamente verosimile. 
In questo secondo romanzo, Le due Torri, gli amici della Compagnia lottano separati. Merry e Pipino sono fatti prigionieri dalle forze del Male, ma riescono a fuggire, e trovano soccorso in uno strano mondo di esserei giganteschi, mezzo vegetali e mezzo umani; è un episodio in cui il comico e il patetico, fusi insieme, toccano il sublime. Aragorn, un enigmatico personaggio che si era unito alla Compagnia all'inizio dell'impresa, stringe alleanza con i guerrieri di Rohan, un popolo fiero e luminoso come l'argento di cui si veste, che per secoli ha resistito all'assalto delle tenebre. Frattanto Frodo e il devoto Sam s'imbattono in Gollum, un viscido essere che era stato l'antico possessore dell'Anello, e lo contringono, recalcitrante, a condurli verso il Monte Fato. Ma spaventose creature li attendono al varco e il loro cammino si interrompe tragicamente ancora una volta.".  

RECENSIONE

Uno dei rimpianti che ho a proposito di questo libro è il fatto di non averlo potuto leggere, come si suol dire, "tutto d'un fiato". Purtroppo l'impegno scolastico è sempre molto e il tempo per leggere è miseramente poco, e l'aver dovuto frammentare la lettura in tanti piccoli intervalli di dieci, quindici minuti, o l'averlo dovuto abbandonare anche per settimane, ha influito sul mio giudizio. Non che non mi sia piaciuto, anzi, come mi era già successo anche per il primo, l'ho apprezazato pur sapendo, avendo visto il film, come la vicenda si sarebbe evoluta. Mi ha coinvolto molto fin dall'inizio, quando Merry e Pipino si sono conquistati la scena. La parte ambientata nel Bosco Atro, l'incontro con Barbalbero e l'attacco ad Isengard è sicuramente la parte che mi ha appassionata di più, l'ho letta proprio con piacere, grazie anche allo stile di Tolkien che qui è molto più leggero che altrove.

Un po' più pesante è stata la seconda parte, dove a farla da protagonisti sono Frodo, Sam e il viscido Gollum ( anche se, ammettiamolo, il vero è unico protagonista è pur sempre l'anello di Sauron ). Mi è sembrato che lo stile di Tolkien qui si facesse più pesante, meno coinvolgente. Nella parte finale, dove si narra dell'incontro con Shelob, la mostruosa creatura a forma di ragno che rappresenta una delle tante incarnazioni del Male della Terra di Mezzo, il linguaggio si fa a tratti quasi poetico, molto evocativo e suggestivo, ricco di immagini ma finmo a sconfinare nel ridondante e nell'eccessivo. Impossibile non riconoscere il talento di Tolkien come scrittore, ma per il gusto moderno forse sarebbe stato preferibile una carica un po' meno densa di aggettivi e metafore. 

Nel complesso il libro mi ha coinvolta e l'ho davvero apprezzato, ma confesso che ne ho letti altri che mi sono piaciuti di più... Certamente continuerò ad essere un'ammiratrice di Tolkien, ma reputo che l'esaltazione sfegatata di questa trilogia sia un po' immotivata. Sicuramente è stata innovativa per i suoi tempi, ma da qui all'osannazione, credo che ce ne passi. Anche perché, quanti di coloro che si ispirano a Tolkien per i loro stessi libri e che cercano di emularlo sono a conoscenza del messaggio cristiano ed evangelico che lo scrittore sudafricano ha voluto trasmettere con queste sue opere? Non ci sono solo orchetti e ragni, e Sauron non è semplicemente "il cattivo di turno", ma c'è molto di più dietro questi libri, ma mi chiedo quanti lo sappiano.

In ogni caso, non potevo farmi mancare questa lettura e non sono pentita di averle dedicato il poco tempo dei viaggi in corriera andando e ritornando da scuola, e non vedo l'ora di prendere tra le mani il terzo e ultimo volume, per vedere Aragorn incoronato della corona che gli spetta! Per il momento però... cè "La lettera scarlatta" che mi aspetta!

Alla prossima!
Chiara :)


 




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