venerdì 11 luglio 2014

(Progetto trasloco #1 ) [Recensione] Zeferina - Fantasy dal Regno d'Italia di Riccardo Coltri

PROGETTO TRASLOCO
 
 Ho deciso di traslocare. No, in realtà non cambio casa, ma ho deciso di portare tutte le recensione che erano state pubblicate sul mio primo blog, "Goccia blu", su "Libri del cuore e cuori di libri", prima che Libero mi disattivi il profilo... Blogger è decisamente meglio come piattaforma, offre molte più possibilità ed è anche più facile da gestire, per cui per non perdere le mie vecchie recensioni ve le riproporrò qui. Quindi, dove compararià la scritta "Progetto trasloco", sappiate che si tratta di recensioni vecchie, scritte anche anni fa, e non di quelle dei libri che sto leggendo in quel momento.
La prima che sarà portata su Blogger è la recensione di "Zeferina - Fantasy dal Regno d'Italia" di Riccardo Coltri.



Titolo: Zeferina- Fantasy dal Regno d'Italia
Autore: Riccardo Coltri
Casa Editrice: Asengard Edizioni
Collana: Elfheim
Anno di pubblicazione:2009
Pagine: 345 con l'appendice
Note: Prefazione di Gianfranco Nerozzi

TRAMA
 
"Invece di essere riconoscente ai popoli superiori, guarda cos'hai fatto. Qui ci sono armate pronte a scontrarsi per te, centinaia di guerrieri moriranno, antiche profezie di sangue stanno per avverarsi. E' vero quello che si dice, che sei pazza, oltre che bella? A parer mio, sì. Ma loro te lo prenedranno. Noi te lo prenderemo. I seguaci del Cristo Bianco non hanno del tutto soffocato la sacra furia e il lamento del Mediterraneo è stato frettoloso. Il grande Pan non è morto. E' vivo, al confine con l'Austria. Ha un fucile ad ago con sistema Dreyse. E ti sta cercando."

  RECENSIONE
In un'Italia misteriosa e popolata dalle più variegate creature provenienti da ogni parte d'Europa e dall'immaginario collettivo, Zeferina, la strega dai capelli color d'arancia il cui nome si sussurra fra gli alberi, corre con suo figlio fra le braccia. Un bambino che molti vogliono: il ciclope di cui parlano le profezie e per cui schiere di guerrieri sono disposte a dare la vita. Ma Zeferina non si rassegna, non vuole accettare il fato di quel bambino senza un occhio e senza un padre, e non vuole finire nemmeno nelle mani delle creature che li cercano. Per proteggere il suo bambino, Zeferina lo affida al ventre di un albero cavo, una madre nera dove i corvi si prenderanno cura di lui, e comincia a vagare, cercando di far perdere le sue tracce, rischiando più volte di finire fra le mani di coloro che la inseguono.

Anche Nero scappa, costretto a fuggire dopo che, in un attacco di furia, ha fatto del male alla propria famiglia. Vuolo riguadagnare la fiducia degli orchi, versare sangue che servirà a proteggere sua moglie e suo figlio: per farlo si unirà alle creature dei boschi, orchi, anguane, fade, fauni, minotauri, folletti, riuniti in una grande armata contro regninsaori, massarioli, nani e altre oscure creature, in lotta fra loro per trovare il bambino. Nella foresta insidiosa del Nord Italia, i destini di Nero e Zeferina di incroceranno, la neve si tingerà di rosso, le profezie si compiranno  e il Lupo verrà sconfitto e tutto acquisterà un senso... forse.
Zeferina è il primo romanzo che leggo della Asengard ( per chi non la conoscesse, questo è il sito :www.asengard.it), casa editrice medio-piccola che pubblica libri di genere fantasy e horror. Ed in effetti Zeferina è un po' tutt'e due le cose, non sono poche le scene "forti", non ultima quella in cui un uomo viene letteralmente sbudellato mentre è ancora vivo oppure quella in cui vengono descritti neonati impalati nel bosco. Niente da ridire sull'impaginazione, sulla grafica, sull'editing, non mi pare ci siano errori di stampa e anche la copertina è ok. Nelle prime pagine troviamo anche una cartina, , quasi di sole montagne, di una zona d'Italia al confine con l'Austria; molto semplice e stilizzata, vi sono riportati solo i nomi delle città, per dare al lettore l'idea del peregrinare della protagonista.
Leggendo la trama sul sito della casa editrice mi ero aspettata un fantasy unico, originale, indimenticabile, qualcosa da proporre a tutti gli amici come una lettura da non perdere. Sebbene lo avessi inserito nella lista dei libri da acquistare, all'inizio lo avevo un po' lasciato da parte, anche perché non riuscivo a trovarlo in libreria e non avevo voglia di ordinarlo. Poi l'ho trovato per caso in un centro commerciale di Roma e l'ho preso senza quasi pensarci, iniziando a leggerlo la sera stessa, piene di aspettative che, in un primo momento, non sono state soddisfatte.
Niente da ridire sull'originalità, non penso che in Italia esista un altro libro simile, ma non è propriamente un fantasy: Zeferina è più un miscuglio di creature provenienti dall'immaginario collettivo, italiano ma anche europeo, numerosi sono i riferimenti alla mitologia nordica.
Le creature sono così tante che è impossibile ricordarsele tutte, tenere a mente la loro descrizione, la loro origine e i loro comportamenti, motivo per cui alla fine del libro troviamo un "bestiario", ossia un elenco di tutti gli esseri con la rispettiva "scheda tecnica" e un sommario delle leggende. Un lavoro decisamente accurato, che rivela un grande impegno di ricerca e di approfondimento, chiaramente intuibili anche nel corso della lettura.
Ma torniamo alla storia. All'inizio pensavo di aver speso 15, 50 euro per un libro da poco:accurate le descrizioni ma veloci, personaggi numerosi e tutti minuziosamente descritti ma difficili da tenere a mente, scene molto rapide, un susseguirsi continuo e initerrotto di eventi, ai quali viene prestata molta più attenzione che non ai personaggi, che finiscono col diventare piuttosto piatti e privi di spessore. Anche l'ambientazione è monotona, benchè ci si sposti parecchio tutte le vicende avvengono nei boschi, in una regione del Nord Italia che chi conosce i riferimenti geografici potrà sicuramente identificare.
Manca l'epocale scontro tra bene e male, o meglio, se ne intuisce la presenza, ma il lettore non riesce ad immaginarselo davanti agli occhi. La guerra vede contrapposti due schieramenti, formati da creature che vogliono tutte la stessa cosa: il figlio di Zeferina, il bambino con un occhio solo,alcune perché vedono in lui il profeta designato dalle antiche profezie, alcuni perché vogliono ucciderlo. A quest'ultima fazione appartiene Nero, il cattivo che cattivo non è, la cui vicenda si snoda parallelamente a quella di Zeferina, che finirà per incontrare, con un esito impensabile e imprevedibile.  Non voglio svelare niente di più su questo personaggio, per non togliere a eventuali lettori la curiosità.
Non mancano le profezie, che sembrano trovare tutte una conclusione, anche se non sempre è quella che ci si potrebbe aspettare. Se in un primo momento avevo addirittura pensato di abbandonare la lettura perché non si parlava d'altro se non di Zeferina che scappava, veniva catturata, si liberava, riscappava e poi veniva bloccata un'altra volta e la storia si ripeteva, mentre tutti davano la caccia a lei e suo figlio, alla fine il libro mi è piaciuto, tutto sommato, soprattutto nel finale, che secondo me è stato il più grande colpo di scena di tutta la storia e, almeno per come la vedo io, mette in dubbio tutto ciò che viene narrato prima. Un po' piatto, soprattutto nella parte iniziale, ma non noioso, il libro non manca di indizi sparsi, atti ad invogliare il lettore a preseguire il suo viaggio. A vivacizzare le cose anche il parallelismo, come detto sopra, tra le vicissitudini di Nero e quelle di Zeferina. Un libro di fantasia, dunque, più che un fantasy.
Desista dal leggerlo chi si aspetta un colossal, epiche battaglie, forze del male da debellare, re alla guida di imponenti eserciti: non c'è nulla di tutto ciò. E' un libro curioso ed interessante più che entusiasmante, non coinvolge davvero il lettore ma pure riesce a  farsi apprezzare. Leggetelo, se volete provare qualcosa di nuovo e diverso, ma non aspettatevi un capolavoro.

Nessun commento:

Posta un commento

Che cosa ne pensi di questo? Di' la tua!