lunedì 28 luglio 2014

[ Recensione] Blado 457 - Oltre la barriera del tempo di Erika Corvo

Sono in un ritardo a dir poco mostruoso con questa recensione, dato che l'autrice mi ha inviato il PDF tipo un anno fa, ma tra una cosa e l'altra non sono riuscita a leggerlo prima di adesso. Ora però ho recuperato e visto che il libro mi è anche piaciuto, spero che non se la prenda ;)

TITOLO: Blado 457 - Oltre la barriera del tempo
AUTORE: Erika Corvo
CASA EDITRICE: youcanprint - selfpublishing
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:  268

SINOSSI
 
"E’ il primo di una serie di quattro racconti ambientati in un futuro post atomico. Come ho scritto nella premessa di “Blado 457”, se l’argomento è stato utilizzato dagli scrittori di fantascienza fino alla nausea, non è detto che non si possa ancora scrivere qualcosa di valido in proposito, e soprattutto, qualcosa di inconsueto. I miei personaggi non sono mai i classici “eroi”. Sono persone talvolta insicure, che agiscono d’istinto invece che seguendo la logica e il dovere, che hanno dubbi, ripensamenti, e sentimenti contrastanti. In Blado 457, lui aveva una missione da portare a termine e rischia di rovinare tutto per un’azione compiuta d’impulso; lei preferirebbe morire piuttosto che vivere in un futuro che si presenta sotto forma di quello che ha sempre rifiutato. Il tutto è condito da colpi di scena, combattimenti, mostri, invasioni, in un ritmo veloce e coinvolgente. E poi basta, leggetevelo. Se vi racconto tutto io, che senso ha?" 
( sinossi di Erika Corvo)

 Chi mi segue o ha letto altre mie recensioni sa che non navigo molto nella fantascienza, non tanto per una questione di gusti, ma perchè il tempo per leggere, soprattutto durante il periodo scolastico, è sempre stato limitato e quindi ho preferito concentrarmi su libri di altro genere. Blado 457 - Oltre la barriera del tempo di Erika Corvo, come Fratelli dello Spazio Profondo e Black Diamond, però, me lo sono proprio gustato, e se devo dirla tutta mi è piaciuto più della serie che ha come protagonista Brian Black.

Innanzitutto, il tema "Post- apocalisse" ( o "Post- Bomba"), devo renderne merito all'autrice, viene trattato in modo diverso dal solito e affronta temi diversi e importanti senza mai risultare pesante e scontato. Quella che Erika Corvo delinea nel libro è una società umana del futuro, a 215 anni di distanza da un evento catastrofico che ha posto fine al mondo come noi lo conosciamo. La nuova società dimostra l'attaccamento alla vita della razza umana, la tenacia con cui vuole sopravvivere, la necessità di affrontare problemi che potrebbero ancora una volta mettere a rischio la specie stessa.
Il nuovo mondo è pieno di insidie e Susan, una ragazza del Pre-Bomba che viene trasportata nel tempo a distanza di 215 anni di distanza, deve imparare suo malgrado a fare i conti con una realtà nella quale si trova improvvisamente immersa, e a familiarizzare con usi e costumi per lei del tutto estranei. Per fortuna, al suo fianco c'è Blado, un giovane ribelle appartenente ai BOR clan. E se vi state chiedendo chi siano i BOR clan, dico solo che sono gruppi umani che tentano di ricostruire una vita all'aperto, a dispetto di quanto fanno gli abitanti di Rinascita, una città completamente sotterranea.

Ma passiamo alla recensione vera e propria, senza svelare altro sulla storia. La trama, anche se di per sè semplice, è ben sviluppata e interessante, coinvolge il lettore al punto da fargli venire il nervoso quando le cose non vanno esattamente come vorrebbe e da fargli battere il cuore quando per i protagonisti tutto sembra mettersi male.
Anche i personaggi mi sono piaciuti, forse hanno un po' di caratteri stereotipati, ma si fanno apprezzare dal lettore in tutta la loro umanità, non sono perfetti, hanno le loro debolezze, le loro piccole incoerenze, non sono eroi senza paura e alcuni di essi si sono rivelati, nel corso della storia, davvero molto interessanti.

La situazione del nuovo mondo viene delineata con precisione, soprattutto per quanto riguarda gli usi e i costumi, ma anche i problemi che gli uomini del 215 "Post-Bomba" devono affrontare. Ecco, forse scarseggiano un po' le descrizioni degli ambienti, soprattutto quelli naturali, mentre invece ci sono sufficienti informazioni sui mutanti che popolano il "nuovo mondo" e alcuni, devo dire, sono davvero originali.

Passiamo ora allo stile: senza fronzoli, essenziale ma non "asettico", come ricordo di aver definito quello dei due libri di Brian Black, si legge molto volentieri e rende leggera e piacevole la lettura. E' insomma uno stile molto scorrevole, che fa di Blado 457 un libro ben scritto. E, cosa più importante, non privo di colpi di scena.
Gli unici difetti che mi vengono in mente sono legati a errori di battitura, ma questi ovviamente non possono guastare il complesso della trama e di tutti i suoi personaggi. 

Motivo per cui mi sento di invitare il lettore a prendere quantomeno in considerazione questo libro, soprattutto se è alla ricerca di qualcosa di leggero e poco impegnativo - insomma, non stiamo parlando di un mattone di fantascienza più difficile da digerire di un cinghiale crudo! Ecco, fateci un pensierino.







Nessun commento:

Posta un commento

Che cosa ne pensi di questo? Di' la tua!