lunedì 21 luglio 2014

[Recensione] The Elite di Kiera Cass

Voi che cosa pensate quando, dopo aver letto il primo libro di una serie, scoprite che il secondo vale poco o nulla e non riuscite a capacitarvi di come sia diventato un best sellers? Date fiducia alla saga e andate avanti con gli altri volumi oppure massacrate il libro in questione e rinunciate? Dopo aver letto The Elite di Kiera Cass, questo è il dubbio a cui ancora non so dare una risposta. Il primo mi era piaciuto, e malgrado tutto sono curiosa di sapere come andrà a finire, ma santo cielo, non si può fare un libro intero sulle fisime mentali di un solo personaggio!! O no?


TITOLO: The Elite ( The Selection #2)
TITOLO ORIGINALE: The Elite
AUTORE: Kiera Cass
CASA EDITRICE: Sperling&Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 297

TRAMA

"Trentacinque ragazze. Così era cominciata la Selezione. Un reality show che, per molte, rappresentava l'unica possibilità di trovare la via d'uscita da un'esistenza di miseria. L'occasione di una vita. L'opportunità di sposare il principe Maxon e conquistare la corona. Ma ora, dopo le prime, durissime prove, a Palazzo sono rimaste soltanto sei aspiranti: l'Elite.
America Singer è la favorita, eppure non è felice. Il suo cuore, infatti, è diviso fra l'amore per il regale e bellissimo Maxon e quello per il suo amico di sempre, Aspen, semplice guardia a Palazzo. E più America si avvicina al traguardo più è confusa. Maxon le sa regalare momenti di pura magia e romanticismo che la lasciano senza fiato. Con lui, America potrebbe vivere la favola che ha sempre desiderato. Ma è davvero ciò che vuole?Perché allora ogni volta che rivede Aspen si sente trascinare dalla nostalgia per la vita che avevano sognato insieme? America ha un disperato bisogno di riflettere. Mentre lei è tormentata dai dubbi, il resto dell'Elite però sa esattamente ciò che vuole e America rischia così di vedersi scivolare via dalle dita la possibilità di scegliere... Perché nel frattempo la Selezione continua, più feroce e spietata che mai."

RECENSIONE

Non è mai bello quando un libro delude le aspettative, così come non lo è quando succede con qualsiasi altra cosa. Non sapevo bene cosa aspettarmi nel caso di The Elite, però l'ho addocchiato fin da quando è uscito, complice anche la cover sicuramente intrigante. Anzi, sono rimasta talmente ammaliata dalla copertina che solo dopo aver effettuato l'acquisto online su Amazon mi sono resa conto del prezzo del libro: esattamente euro 17,90, una cifra ingiustificata sia per lo spessore del libro, sia per la qualità della storia.
Già con The Selection, il primo volume di quella che spero si limiti ad essere una trilogia, avevo sentito un certo odorino di "prodotto commerciale", e quando scrivo "prodotto commerciale" intendo dire un libro che rispecchia perfettamente i gusti e gli interessi del mercato del momento, e punta ad una fascia di età che, per un motivo o per l'altro, non ha esattamente gli strumenti per giudicare se un'opera sia di qualità o meno. Insomma, un qualcosa che vive più delle tendenze del mercato che della sua propria qualità.
Purtroppo questa impressione non è stata cancellata, ma anzi è stata ribadita da questo secondo volume.

Riprendendo quello che Gustave Flaubert disse di Madame Bovary, questo è un libro su niente, soltanto che a differenza del capolavoro dello scrittore francese non si sorregge nemmeno sullo stile, dato che questo non ha nulla di particolare.

Mi vengono in mente solo tre aspetti da prendere in considerazione in questa recensione, perché praticamente nel libro non succede nulla: tutta la storia è incentrata sulle paranoie di America Singer, la protagonista che, se nel primo libro se la cavava, qui mi è risultata davvero insopportabile e a tratti patetica.
1. America è ancora indecisa tra Maxon e Aspen e non è in grado di prendere una decisione, ma i suoi sentimenti sono troppo altalenanti per i miei gusti. Prima vuole Maxon, però poi pensa di non essere degna della corona e di preferire Aspen, poi si scopre supergelosa del principe, ma ancora non sa lasciare Aspen e via di questo seguito, è tutto un tira-e-molla davvero stressante e monotono. Qui non si tratta di aver a che fare con un personaggio complesso e alle prese con sentimenti difficili. Probabilmente l'intento della Cass era quello, ma la mia impressione è stata ben diversa, ossia che l'autrice, non avendo molto da scrivere per l'impostazione stessa che ha voluto dare alla trama, non aveva altra scelta se non quella di colmare 300 pagine riempiendole con le fisime mentali di America. Non ho incontrato un personaggio complicato, ho trovato una ragazza incoerente e incapace di scegliere, che non sa nemmeno quello che vuole e alla fine diventa davvero insopportabile.

2. Maxon, il principe che deve scegliere la sua futura moglie tra le ragazze rimaste nell'Elite, è riuscito a conquistare il mio... odio. Raramente mi capita con personaggi maschili, soprattutto se di rango elevato, ma davvero non sono riuscita a farmelo piacere. L'ho trovato molto diverso dal primo libro, più scostante, anche lui incoerente, a tratti perfino falso, dice una cosa e poi ne fa un'altra, promette ma poi si comporta in modo che porta non solo America, ma anche il lettore a dubitare della sua onestà. Sarà che dopo aver reincontrato Jace di Shadowhunters, uno come Maxon al confronto è uno senza spina dorsale. Peccato, però, ammetto che mi dispiace. Faccio il tifo per Aspen, lo confesso, anche se lui ha un ruolo marginale in questo secondo episodio, però lo trovo molto più adatto ad America. 
A parer mio, Maxon e America non sono per nulla una bella coppia.

3. Il Palazzo reale di Illéa, lo stato in cui è ambientato il romanzo, sorto dalle ceneri dell'America dopo la Quarta Guerra Mondiale, viene più volte preso d'assalto da dei ribelli, che riescono a intrufolarsi nelle varie stanze e devastare gli ambienti, lasciando scritte sui muri. Visto che non si fa cenno nel romanzo a particolari armi possedute da questi ribelli e che c'è un continuo viavai di guardie nel palazzo, mi è venuto spontaneo chiedermi come fosse possibile che un gruppo di dissidenti riesca a passare, per più volte, i confini del palazzo reale. Insomma, dopo il primo attacco, non sarebbe stato ovvio aumentare la sicurezza e circondare il palazzo in modo che nessuno potesse nemmeno avvicinarsi senza essere visto?? A me sembra la conseguenza più logica, ma per la Cass evidentemente non è così. D'altronde, senza questi devastanti attacchi ( effettuati senza macchine, anzi, i ribelli sono a piedi e hanno tutto il tempo di fare man bassa di libri nelle sale del palazzo) non ci sarebbe la possibilità per America di dubitare ancora di più di Maxon.

Raramente un libro mi ha lasciato, al termine della lettura, un disagio direi quasi fisico, il rapporto tra America e Maxon, così ambiguo, così altalenante, così instabile mi sembra tanto un modo per allungare semplicemente la distanza tra il primo volume e la conclusione, che spero risollevi un po' il livello di questa serie. E se c'è una cosa che detesto dei libri, è proprio quando mi danno la sensazione di non reggersi su niente, come in questo caso. Quel che mi preoccupa, è il fatto che sia un bestesellers...mi chiedo come abbia fatto a diventarlo e, soprattutto, quanti e quali libri ha letto chi crede di trovarsi davanti ad un capolavoro...

E adesso, sono curiosa di sapere che cosa ne pensate voi!




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