sabato 20 settembre 2014

( Progetto trasloco # 13) [Recensione] Antarctica di Mario De Martino




TITOLO: Antarctica
AUTORE: Mario De Martino
CASA EDITRICE:  Casini Editore
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:-

La storia comincia nel 1947, quando il sottomarino USS Rebecca, nell'ambito dell'Operazione Highjump, scopre qualcosa tra i ghiacci dell'Antartide, un velivolo nel quale è contenuto uno strano oggetto, che trasmette un messaggio in codice Morse.
Nel 1976, la dottoressa Judy Mitchell, viene assunta allo Sheppard and Enoch Pratt Hospital di Baltimora, un'ospedale psichiatrico nel quale è ricoverato Mark Weber, un bambino di soli 12 anni, i cui genitori sono stati assassinati e da cui il direttore dell'ospedale, Dean Gomez, sembra essere ossessionato.
Nel 2013, tre tra le menti più brillanti di tutti gli Stati Uniti vengono assasinati, uccisi da un proiettile calibro 38, da qualcuno che cerca qualcosa di importante, una formula.L'agente dell'FBI Norman White indaga sull'omicidio di uno di questi, Ethan Harris, convincendosi ben presto del collegamento con l'assassinio degli altri due scienziati, immischiandosi suo malgrado in una vicenda più grande di quanto possa immaginare. Nello stomaco di Ethan Harris viene ritrovata una microscheda, contenente una sequenza che nessuno è mai riuscito a decodificare, lo stesso codice che interessa al Lupo, il mandante degli omicidi, e a Eveline, entità misteriosa che si rivelerà diversa da qualsiasi cosa l'agente White potesse immaginarsi. Cosa può contenere di così importante quella piccola scheda di memoria d aspingere un uomo a diventare un killer? Chi è in realtà il Lupo, così scaltro e astuto da conoscere ogni più intimo segreto dell'agente White senza mai lasciare alcuna traccia di sè? E cosa si cela su quella piccola isola del Pacifico, cancellata da tutte le mappe?
In un continuo intreccio tra ciò che è stato e ciò che è , tra intrighi e tradimenti, tra il passato oscuro di Mark Weber e il presente insidioso dell'agente White e di altri personaggi, Mario De Martino conduce il lettore fino all'ultima pagina, fino a che tutti gli enigmi e i punti interrogativi saranno risolti... forse.

Non oserei dire di più per quanto riguarda la trama, anche perchè, trattandosi di un thriller, più si svela e meno si deve scoprire, quindi, per i curiosi...leggete il libro! Leggetelo davvero, perchè - anche se in effeti non sono un'esperta di thriller, per cui non ho materiale con cui fare confronti - ne vale davvero la pena.
All'inizio, in effetti, l'impronta mi è sembrata la stessa de " I Figli di Atlantide", già recensito in questo blog: due vicende che scorrono parallele sulle pagine - ma in questo caso, non nel tempo -, un'agente dell'FBI coinvolto in faccende di importanza mondiale e altri elementi che mi hanno fatto pensare alla prima opera che ho letto di questo scrittore. Se nel primo libro le vicende erano quelle dei Figli di Atlantide e dell'agente Robert Gray, in questo caso il lettore vive alternativamente la storia di Mark Weber e le vicende che invece si snodano nel presente - anzi, nel futuro visto che siamo nel 2013. Ma la somiglianza finisce qui, perché da un certo punto in poi ogni possibilità di paragone finisce e si assiste, a parer mio, ad un salto di qualità, non tanto nello stile, che rimane sempre essenziale, privo di fronzoli, "pulito", per così dire, anche se non per questo meno efficace, quanto piuttosto nella capacità di Mario De Martino di condurre il lettore attraverso i vari intrecci della trama, che sicuramente è molto più complessa di quella della sua precedente fatica. I personaggi sono meglio delineati, le varie scene sono archietettate ad opera d'arte e i colpi di scena non mancano.
Anche la copertina colpisce, in parte per quella specie di gioco di luci e ombre, che incuriosisce il lettore e lo porta a chiedersi quale mai sarà il contenuto, in parte per la bella idea di realizzarla "double face" ( spero di averlo scritto giusto;). E inoltre, sarà una particolarità della carta o semplicemente della mia copia, ma questo volume ha un buon odore, che accompagna il lettore divenendo presto familiare e che contribuisce a caratterizzarlo. E' una scemenza, o forse nemmeno poi tanto, ma vi immaginate dover leggere un libro che puzza? E' sicuramente molto meglio che profumi!
In due parole, se dovessi trovare un'immagine da associare a Mario De Martino, sceglierei quella di un burattinaio, che abilmente muove i fili delle sue marionette, ossia dei suoi personaggi, fino a creare un intrico di nodi e collegamenti che finisce per imbrigliare il lettore stesso.

- Dimmi, Mark, che cosa ricordi?
- C'è qualcosa che mi fa paura. Qualcosa di spaventoso. Tu cerchi di far finta di niente, speri con tutte le tue forze che i brutti pensieri vadano via. Vorresti essere lasciato in pace, e invece le paure sono sempre lì. Ti aspettano. Ti uccidono.
- Quali sono le tue paure?
- A volte mi sento osservato. E' come se qualcuno mi dicesse che non ho fatto la cosa giusta. Vorrei tanto ricordare ciò che è successo veramente, ma non ci riesco.
- Perché vuoi ricordare?
- Perché lui è tra quei ricordi. Io voglio sapere dov'è. Voglio vederlo un'ultima volta.


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