giovedì 25 settembre 2014

[Recensione] Il palazzo della mezzanotte di Carlos Ruiz Zafon

Preso ad un mercatino dell'usato ad un prezzo imperdibile, ho letto questo libro in un paio di giorni, curiosa di sapere se Le luci di settembre fossero un caso nella produzione letteraria di Zafon - in giro ho letto che è il suo romanzo meno riuscito - o se fosse proprio la fama dello scrittore ad essere immotivata....personalmente posso dire che, se anche il libro mi è piaciuto abbastanza, non credo che sia il caso di parlare di un capolavoro...

TITOLO:Il Palazzo della Mezzanotte
TITOLO ORIGINALE: El Palacio de la Medianoche
AUTORE: Carlos Ruiz Zafon
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2010
PAGINE: 299

TRAMA

"Calcutta, 1916. Una locomotiva infuocata squarcia la notte portandosi dietro un carico di morti innocenti. Sotto una pioggia scrosciante, quella stessa notte, un giovane tenente inglese sacrifica la vita per portare in salvo due gemelli neonati inseguiti da un tragico destino. Calcutta, 1932. Ben, il gemello maschio, compie sedici anni, lascia l'orfanotrofio St. Patricks e festeggia l'inizio della sua vita adulta. È anche l'ultimo giorno della Chowbar Society, un club segreto che conta sette orfani come Ben, riunitosi per anni allo scoccare della mezzanotte sotto un tetto di stelle, nella sala principale di un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte. I sette ragazzi sono sicuri che quella sarà la loro ultima notte insieme, ma il passato bussa alla porta di Ben: la bellissima gemella che non sapeva di avere entra nel Palazzo con una pazzesca storia da raccontare. Le braci dell'incendio di sedici anni prima ricominciano ad ardere. Per tre interminabili giorni i membri della Chowbar Society cercano di decifrare ciò che si nasconde dietro al passato di Ben e di sua sorella, mentre combattono contro un secondo terribile incendio appiccato da un'ombra misteriosa. E, quando ormai l'inferno sembra aver preso il sopravvento e il compiersi del destino inevitabile, il fuoco all'improvviso si spegne... e una candida neve scende sulle strade di Calcutta."


Ricordo che quando è uscito questo libro, lo avevo mentalmente inserito nella mia lista dei desideri. La trama e la copertina - non capita tutti i giorni di vedere una cover con un treno in fiamme - mi avevano inizialmente inspirata, ma poi tra una cosa e l'altra me lo sono lasciato sfuggire, fino a far passare anni prima di prenderlo. E anche dopo anni devo dire che non è stato un'acquisto programmato, come ho già detto, ma ho semplicemente deciso di cogliere al volto un'occasione.
Il Palazzo della Mezzanotte non è esattamente quello che mi sarei aspettata. Anzi, non è affatto quello che mi ero aspettata leggendo la trama. Innanzitutto, l'impostazione generale è ancora una volta quella di un libro per bambini, ai limiti del fiabesco, anche se la visione complessiva è abbastanza disincantata quando si parla della miseria di Calcutta e dei lati più oscuri dell'animo umano.
Un particolare che mi ha lasciata abbastanza perplessa sono stati i personaggi. ragazzi di sedici anni che, oltre ad essere caratterizzati in modo abbastanza sommario, e per lo più dalla voce dello stesso scrittore, si comportano come bambini con metà dei loro anni. Non metto in discussione il coraggio che tutti loro dimostrano nel corso della storia, però automaticamente, leggendo le loro battute e dei loro ritrovi a questo fantomatico Palazzo della Mezzanotte, un casermone abbandonato di Calcutta, non ho potuto fare a meno di immaginarmeli non come dei ragazzi, ma come dei bambini. Per tutta la durate della lettura ho avuto proprio questa impressione, di leggere un libro pensato e scritto per dei bambini - e in effetti inizialmente fu pubblicato nella narrativa per ragazzi - mascherato da libro per adulti.

Come poi mi hanno fatto notare altre recensioni intraviste brevemente su aNobii, c'è molta magia/soprannaturale, per cui non si può parlare di una storia davvero realistica.
Elemento conduttore di tutta la storia è lo spettro di un treno che nel 1916, durante l'inaugurazione di Jheeters's Gate, quella che avrebbe dovuto diventare la stazione più innovativa di tutta Clacutta, progettata dal padre dei due gemelli, prese fuoco con a bordo 365 bambini orfani. Il cattivo della storia è Jawahal, una specie di spirito del fuoco la cui origine e i cui segreti si legano in modo indissolubile con il passato dei gemelli.
Anche in questo caso, la costruzione della trama mi è piaciuta, ma, sarà che sono ormai abituata a libri più lunghi e complessi, il suo svoglimento mi ha lasciata un po' insoddisfatta. In particolare, ritengo che il finale sia un po' troppo semplicistico, si risolve tutto senza che quasi (quasi) nessuno si faccia male... è vero che il pericolo c'è, che la possibilità che qualcuno si faccia male sul serio non manca, ma dal modo in cui la storia viene condotta fin dall'inizio fa pensare al lettore che, comunque vadano le cose, tutto si risolverà sicuramente per il meglio. Qualcuno potrebbe anche rimetterci la pelle, ma la cosa, a essere sinceri, non mi ha coinvolto molto.

E questo purtroppo è un difetto di tutto il libro: nemmeno Il Palazzo della Mezzanotte è riuscito a catturarmi come altri libri hanno saputo fare. L'ho letto con interesse e senza mai pensare di abbandonare la lettura, anche perché le 300 pagine sono scritte in caratteri piuttosto grandi.
Alla fine dei conti questo libro si è rivelato una lettura leggera e piacevole, ma a parer mio ben lungi dal poter essere definita un capolavoro.


 

2 commenti:

  1. Lo avevo letto e mi era sembrato carino, ma niente di speciale.

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  2. Infatti... bello ma non tanto da meritare il successo che ha avuto a parer mio

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