lunedì 22 settembre 2014

[Recensione] Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafon

Chi non hai mai sentito parlare di Carlos Ruiz Zafon e dei suoi libri? Io, a dire la verità. è da un po' di anni che ne sento parlare, ma non mi era ai presa la curiosità di leggerli, anche perché altrimenti la mia lista di libri in attesa si allungherebbe a dismisura se volessi leggere ogni libro di cui sento parlare. Ma poi ho trovato Le luci di settembre e Il Palazzo della Mezzanotte a un mercatino dekll'usato a un prezzo imperdibile, quindi... ho colto l'occasione al balzo e mi sono portata a casa dalle vacanze questi libri. Ho cominciato con Le luci di settembre e... di seguito la recensione.

TITOLO: Le luci di settembre
TITOLO ORIGINALE:Las luces de septiembre
AUTORE: Carlos Ruiz Zafon
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011
PAGINE: 268

TRAMA

"Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre."


Come molto spesso mi capita, questo libro l'ho comprato perchè mi si è presentata l'occasione, piuttosto che per un'acquisto programmato. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi, dal momento che di Zafon conoscevo qualche titolo, qualche copertina e nient'altro. La trama non mi ispirava moltissimo, però visto che ne avevo sentito parlare parecchio, ho deciso di dare un'opportunità a questo libro, tantopiù che ero in vacanza a Roma e avevo bisogno di una lettura leggera per tappare i buchi di inattività.

Dico subito che sono rimasta un po' delusa, non solo perché la storia è molto breve, più un lungo racconto che un romanzo, ma anche perchè non sono riuscita a capire come avesse potuto avere così tanto successo. In realtà ho trovato delle recensioni in cui Le luci di settembre veniva definito uno dei libri meno riusciti di Zafon, quindi penso -e spero - che questo scrittore sia diventato famoso per altro.
La trama si regge su un intreccio abbastanza interessante, in cui si mescolano ombre e mistero, e che vede come protagonista principale Lazarus Jann, un inventore di giocattoli che vive a Baia Azzurra, in Normandia. Un personaggio particolare e misterioso, che vive in una casa che sembra un labirinto e i cui corridoio sono popolati da automi, orologi e altre più o meno inquietanti creazioni.
Gli altri personaggi, Simone e i suoi figli Irene e Dorian, e Ismael, il cugino di Hannah,verranno coinvolti nel passato di Lazarus dopo l'uccisione di Hannah, che ha rimesso in libertà un'ombra proveniente direttamente dal passato del creatore di giocattoli. Tutto ciò sarebbe stato molto coinvolgente e stuzzicante, ma il tutto viene raccontato come se si trattasse di una storia per ragazzi. E in effetti, all'inizio i libri di Zafon furono davvero pubblicati nella narrativa per ragazzi, come lo stesso scrittore specifica all'inizio del libro, però questo fa sì che la storia non possa dilungarsi troppo e debba svolgersi in un periodo di tempo piuttosto limitato.

Lo stile mi è piaciuto, ci sono alcune espressioni e alcune frasi che sembrano dei veri e propri versi di poesia, ma non vi ho trovato nulla di particolarmente eccezionale, nulla, per intenderci, che possa far diventare uno scrittore l'autore di un bestseller.
Anche se tutta la storia è attraversata da un velo di magia, di quella che permea le storie per bambini, questa sensazione è rimasta latente, non l'ho davvero percepita come invece mi è accaduto per altri libri che ho avuto la fortuna di legggere.Complice, forse, il fatto che tutta la vicenda è segnata dalla presenza di una vera e propria ombra, le cui intenzioni, come potete immaginare, non sono certo caritatevoli nei confronti di Simone e dei suoi figli. Non saprei catalogare perfettamente questo racconto/romanzo, direi piuttosto che presenta elementi di genere diversi, e lascio a voi lettori, se vorrete avventurarvi tra le pagine di questo libro, il compito di decidere. Per parte mia mi aspettavo qualcosa di più. 




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