lunedì 1 settembre 2014

[Recensione] Ogni giorno di David Levithan

Bentrovati per una nuova recensione, questa volta di un libro preso in prestito dallo scaffale di mia sorella ;) Avevo voglia di libri per ragazzi, quindi...


TITOLO: Ogni giorno
TITOLO ORIGINALE: Every Day
AUTORE: David Levithan
CASA EDITRICE: Rizzoli
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE: 370

TRAMA

"Da quando è nato, A si sveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr'ore occupa il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, influenzarle un peccato di cui non vuole macchiarsi. Quando però conosce Rhiannon, chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile. Per la prima volta si innamora e cerca di stabilire un contatto, di spiegare la sua maledizone. E Rhiannon si innamora a sua volta dell'anima di A. Ma dimenticare il suo involucro, ogni giorno diverso, è difficile, e pian piano la loro relazione si fà più delicata di un vetro fragile. Nel disperato tentativo di non perderla, A tradisce le sue regole, prende a lasciare nelle esistenze quotidiane straschici del suo passaggio, e qualcuno se ne accorge...".

 Hai mai sognato di essere un'altra persona?

Quando mia sorella ha comprato questo libro, mi sono subito detta che dovevo leggerlo anche io. Un'anima che ogni giorno occupa un corpo diverso, senza possibilità di scappare, o di fermarsi per due giorni di seguito in uno stesso posto: mi sembrava la premessa adatta per un buon libro.
In effetti non sono rimasta delusa, anche se è un libro per ragazzi con qualche anno meno di me, però in fondo in fondo mi aspettavo un po' di più. Ho letto buone recensioni in giro, ma non ne sono rimasta così entusiasta, anche se l'ho letto in un giorno solo e molto volentieri. 
Ecco, Ogni giorno fa parte di quei libri che leggo di buona lena, che mi piacciono, in cui non trovo grandi difetti e che magari arriverei anche a consigliare a chi ha gusti simili ai miei, ma che a conti fatti non mi trasmettono grandi emozioni, non mi restano impressi. Non è il genere di libro che, dopo averlo finito, ti spinge a ricomiciare daccapo perchè sei incapace di rinunciare ai personaggi e alla storia che hai incontrato.

L'idea di fondo l'ho trovata molto originale, ma il fatto che poi si imperni su una storia d'amore impossibile è un po' un cliché, anche se David Levithan riesce a evitare un finale scontato, propendendo per quello che il lettore meno si aspetta.
Non ci sono grandi scosse all'inizio, tutto procedete con una regolarità che per A è ormai una routine, ma da metà circa del libro comincia ad esserci un po' di movimento, per l'entrata in scena di nuovi personaggi che rappresentano a tutti gli effetti un'incognita. A può fidarsi di loro? Oppure deve continuare a mantenere il suo segreto e vivere come ha sempre fatto?
Dopo l'incontro con Rhiannon, è inutile negare che la sua esistenza non può più essere la stessa, ma la loro si prospetta la relazione più difficile e strana di tutta la storia dell'umanità, e per quanto A tenti di superare gli ostacoli, alla fine sa che non può costringere Rhiannon ad amare qualcuno che non potrà mai davvero vedere.

A non è nè maschio nè femmina, per cui non si fa problemi ad abitare un corpo maschile piuttosto di uno femminile, ma quello che mi ha dato fastidio, e lo dico chiaramente, è il fatto che l'autore si sia servito di questo particolare per inserire riflessioni sulla piena legittimità dei rapporti omosessali. Chiaramente non lo fa in modo osceno o eclatante, ma essendo un libro rivolto ai ragazzi, l'ho trovato un po' scorretto nei loro confronti, perché niente nella trama o nell'impostazione stessa del libro farebbe presumere la possibilità di trovare simili affermazioni. Ripeto, non è il caso di farne una tragedia, nè di darmi dell'omofoba, dico solo che un'autore dovrebbe astenersi dall'inserire certe sue personali opinioni in un libro rivolto a un target così giovane. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione e su questo non ci piove, ma ci sono altri modi per farlo, senza rischiare di toccare la sensibilità di lettori più sensibili.
Per il resto è un libro carino, non un capolavoro, ma una lettura semplice, che coinvolge nella lettura ma non arriva a toccare la sfera più profonda dei sentimenti.






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