lunedì 15 settembre 2014

[Recensione] Shadowhunters - Città degli Angeli Caduti di Cassandra Clare

E anche il quarto libro della ormai celebre saga The Mortal Instruments della Clare va ad aggiungersi agli scaffali della mia libreria - dove, per intenderci, ammetto solo i libri che ho letto - in attesa di essere raggiunto dagli ultimi due volumi e dalla trilogia delle Origini. Curiosi di sapere che cosa ne penso? Anche se non lo siete, eccovi la mia recensione.


TITOLO: Shadowhunters - Città degli Angeli Caduti (#4)
TITOLO ORIGINALE: The Mortal Instruments - City of Fallen Angels
AUTORE: Cassandra Clare
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2011
PAGINE:476

TRAMA

"La guerra è conclusa e Clary è tornata a new York, intenzionata a diventare una cacciatrice di demoni a tutti gli effetti. E finalmente può dire al mondo che Jace è il suo ragazzo. Ma ogni cosa ha un prezzo.
C'è qualcuno che si diverte a uccidere gli Shadowhunters, e ciò causa fra Nascosti e Cacciatori tensioni che potrebbero portare a una seconda, sanguinosa guerra. Simon, il migliore amico di Clary, non può aiutarla. Sua madre ha scoperto che è un vampiro e lui non ha più una casa. Quando anche Jace si allontana senza darle spiegazioni, Clary si trova costretta a penetrare nel cuore di un mistero che teme di svelare fino in fondo: forse è stata lei a mettere in moto la terribile catena di eventi che potrebbero farle perdere tutto ciò che ama. Jace compreso.
Amore. Sangue.Tradimento.Vendetta,
La posta in gioco non è mai stata così alta per gil Shadowhunters..."



Personalmente credo che questo quarto volume sia un po' un anello di collegamento tra la prima trilogia di The Mortal Instruments e gli ultimi due volumi, anche se non gli ho ancora letti. Quando ho letto per la prima volta Città di Vetro ero convinta che fosse l'ultimo volume, e in effetti un finale come quello di CoG ci sarebbe stato proprio bene a conclusione delle avventure degli Shadowhunters, ma la Clare è tornata all'attacco con nuove storie e nuovi personaggi.

A differenza di altri libri nati per prolungare un'iniziale trilogia, Città degli Angeli Caduti non ha una trama forzata, bensì si collega perfettamente a quella dei libri precedenti, puntando proprio su particolari per i quali le lettrici avranno probabilmente tirato un sospiro di sollievo - e sì, sto parlando della resurrezione di Jace.
Un Jace che, in questo libro, è più tormentato che mai, preda di incubi che non gli lasciano tregua. Questo suo carattere inquieto e senza pace era uno degli aspetti che più me lo avevano fatto apprezzare negli episodi precedenti, ma in Città degli Angeli Caduti me lo ha fatto apparire quasi come una vittima vera e propria - sì, vittima anche della penna della Clare - sulla quale il destino si accanisce senza remore.
Se devo dirla tutta, mi è quasi sembrata una forzatura che a Jace capiti sempre qualcosa che lo allontani da Clary e che minacci il suo equilibrio mentale, ma è anche vero che altrimenti la Clare non sarebbe riuscita a creare quel personaggio indimenticabile che, senza dubbio alcuno, è Jace.

Poi abbiamo una serie di nuovi personaggi, che entrano nella storia assumendo ciascuno un proprio ruolo nella vicenda che vede protagonisti Shadowhunters e Nascosti. Storie d'amore e di amicizia nascono o si rompono, ricordi emergono dal passato e incompresioni minacciano il presente, il tutto sotto l'abile supervisione della regia della Clare.
Alec Lightwood mi è piaciuto più che negli altri libri, dove, a dirla tutta, era poco più di una comparsa: ora invece è più sicuro, più determinato. In una parola, più maturo.Poi ci sono quelli di sempre: Isabelle, un Simon più ricercato e potente che mai, una Clary che, a parer mio, ogni tanto dubita un po' troppo dei sentimenti che Jace nutre per lei, è continuamente nel dubbio anche se tutti le dicono che si vede da come la guarda e se lui stesso glielo confessa in più di un'occasione.
E poi, ovviamente, ci sono Lilith, la madre dei demoni, e Sebastian, che si prefigura già come il principale pericolo degli Shadowhunters fino alla fine della serie.

In confronto a Città di Vetro, questo quarto capitolo mi è piaciuto un po' meno, forse perché i personaggi sono più numerosi e lo spazio dedicato a Jace  e Clary è un po' più ristretto, o forse perché le tinte complessive del romanzo sono un po' più fosche, ma comunque questo non mi toglie per niente la voglia di fiondarmi il prima possibile tra le pagine di tutti i libri a tema Shadowhunters che non ho ancora letto, perché la Clare si conferma ancora una volta un'abilissima narratrice ( anche se, a dirla tutta, leggendo i ringraziamenti si capisce che dietro ogni libro c'è in realtà un'intera squadra di supporto).
Con questo libro rimango un po' in sospeso, e nel vero senso della parola: adesso mi sono ripromessa di leggere i tre libri delle origini e poi non ci sarà scusa che tenga, leggerò subito Città delle Anime Perdute e Città del Fuoco Celeste!


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