lunedì 20 ottobre 2014

[Recensione] Shadowhunters - Le Origini - La principessa di Cassandra Clare

Con La Principessa si conclude la trilogia The Infernal Devices, che potremmo definire una sorta di prequel della saga di Shadowhunters di Cassandra Clare. L’angelo, il primo volume, non mi era piaciuto granché, de “Il principe” avevo scritto che si era guadagnato una stellina in più rispetto al suo predecessore, ora invece con quest’ultimo capitolo le stelline salgono finalmente a cinque
( anche se con qualche piccola pecca)!


TITOLO: Shadowhunters – Le Origini – La principessa ( #3)
TITOLO ORIGINALE: The Infernal Devices. Clockwork Princess
AUTORE: Cassandra Clare
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2013
PAGINE:554

TRAMA

“Una rete d’ombra si stringe sempre di più attorno agli Shadowhunters dell’Istituto di Londra. Mortmain progetta di usare un esercito di automi spietati per distruggere una volta per tutti i Cacciatori. Gli manca solo un elemento per completare l’opera: Tessa Gray.
Quando Mortmain rapisce Tessa, Will e Jem fanno di tutto per salvarla. Perché anche se Tessa e Jem sono fidanzati ufficialmente, Will è ancora innamorato di lei.
Tuttavia Tessa si rende conto che l’unica persona in grado di salvarla dal male è lei stessa. Ma come può una sola ragazza, per quanto capace di comandare il potere degli angeli, affrontare un intero esercito?
Pericoli e tradimenti, segreti e magia, oltre ai fili sempre più ingarbugliati dell’amore e dell’abbandono si intrecciano mentre gli Shadowhunters vengono spinti sull’orlo del precipizio, in un finale che lascia con il fiato mozzo”.



Non so chi abbia scritto i retro di copertina dei libri di questa trilogia, ma oso dire che sono i riassunti peggiori che finora ho incontrato sui volumi della Mondadori, perché davvero sono per metà frasi campate in aria, che lasciano intendere tutt’altro rispetto a quanto poi il lettore si trova effettivamente nel libro. Mi è capitato di riscontrare questo problema altre volte, con altre case editrici, ma finora mai con la Mondadori…
Passando al libro vero e proprio, devo dire che secondo me è il migliore della trilogia, forse potrei quasi metterlo al livello di Città di Vetro per la capacità che ha avuto di coinvolgermi ed emozionarmi.
Come sempre, l’attenzione maggiore della Clare va ai personaggi e alle loro relazioni piuttosto che alla trama vera e propria, per cui posso capire come qualcuno sia arrivato a dire che questa sia completamente mancante o debole. Io non arriverei ad usare parole così decise, ma anche se il pericolo rappresentato da Mortmain è la molla di molte azioni dei personaggi, tale Mortmain si fa vedere così poco, come del resto anche i suoi automi, da diventare quasi secondario rispetto ai sentimenti che legano Will, Jem e Tessa. Posso ritenermi soddisfatta di un simile triangolo amoroso, perché rispetto a quelli che ho trovato finora lo definirei innovativo, perché non è fonte di gelosie e rivalità, ma l’amicizia e l’affetto che lega tra loro questi tre personaggi fa sì che siano disposti a celare i loro veri sentimenti per non arrecare dolore e sofferenza a coloro che amano, al costo di soffrire loro stessi.
Jem è un personaggio che mi è proprio piaciuto, uno di quelli che ha riservato più sorprese nel corso della storia, però lo confesso, accanto a Tessa riesco ad immaginarmi soprattutto Will, forse perché è un personaggio molto più incisivo, o almeno la Clare lo ha presentato come tale nei primi due volumi.
Anche Tessa riserva delle sorprese. Alla fine, come è ovvio, gli Shadowhunters riescono ad avere la meglio su Mortmain – e cosa un po’ troppo semplicistica, sconfiggendo Mortmain tutti gli automi si disattivano – e il modo in cui questo viene fatto è sì imprevedibile, ma a mio parere non poi così eccezionale o eclatante.
Succedono molte cose nel corso della storia, che è tutta un susseguirsi di emozioni. Nessun altro libro della trilogia mi aveva così coinvolta e appassionata, e la misura in cui un libro riesce a farti pensare alla storia anche mentre sei in giro e fuori casa sicuramente incide molto sul giudizio. Il finale poi, questo sì lo definirei davvero imprevedibile, ma anche molto interessante, dal momento che lascia intendere che alcuni personaggi si ritroveranno anche in Città delle Anime Perdute e Città del Fuoco Celeste. Non appena uscirà l’edizione in brossura di quest’ultimo, giuro che mi fiondo in libreria di corsa, perché non vedo l’ora di sapere come queste due saghe si intrecceranno!!!



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