lunedì 6 ottobre 2014

[Recensione] Shadowhunters - Le Origini - L'Angelo di Cassandra Clare

Lo so, il titolo di questo post è lunghissimo, ma non è colpa mia se la Clare sceglie tre titoli per i suoi libri...L'Angelo è il primo volume della trilogia The Infernal Devices, una sorta di prequel della serie The Mortal Instrumenst. Visto che altri lettori mi hanno consigliato di leggere questa trilogia prima di finire la prima saga, ho deciso di fermarmi a Città degli Angeli Caduti e di tuffarmi nella Londra Vittoriana...

TITOLO: Shadowhunters - Le Origini - L'Angelo (# 1)
TITOLO ORIGINALE: The Infernal Devices. Clockwork Angel
AUTORE: Cassandra Clare
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2011
PAGINE:475

TRAMA
"Tessa Gray, orfana sedicenne, lascia New York dopo la morte della zia con cui viveva e raggiunge il fratello ventenne Nate, a Londra. Unico ricordo della vita precedente, una catenina con un piccolo angelo dotato di meccanismo a molla, appartenuto alla madre.
 Quando il fratello maggiore scompare all'improvviso, le ricerche portano la ragazza nel pericoloso mondo sovrannaturale della Londra vittoriana. Sarà rapita, ingannata, sfruttata per la sua straordinaria capacità di trasformarsi e assumere l'aspetto di altre persone. La salveranno due Shadowhunters, Will e Jem, destinati a combattere i demoni, nonché a mantenere l'equilibrio tra i Nascosti e fra questi e gli umani.
 Tessa sarà costretta a fidarsi. Si unirà a loro nella lotta contro i demoni per poter imparare a controllare i propri poteri e riuscire finalmente a trovare Nate. Ma tutto ciò la porterà al cuore di un arcano complotto che minaccia di distruggere gli Shadowhunters, e le farà scoprire che l'amore può essere la magia più pericolosa di tutte."


Le aspettative per questa nuova ( per me) saga della Clare erano molto alte, visto quanto mi erano piaciuti gli altri suoi libri sugli Shadowhunters. L'Angelo mi è piaciuto, però purtroppo devo dire che è stato abbastanza al di sotto delle mie speranze, tanto che nel giudizio che gli ho dato su Goodreads si è preso solo tre tristi stelline.
Da un lato però sono contenta, perché posso dimostrare - a me stessa inclusa - che Clare o non Clare, Shadowhunters o non Shadowhunters, sono ancora capace di riconoscere un libro fantastico da uno che ha avuto successo per un motivo o per un altro. Insomma, il fatto che abbia sempre decantato le lodi di questa scrittrice non significa affatto che non possa parlare male di un suo libro, se questo non mi soddisfa.

Dunque, in questo primo volume della trilogia-prequel di Shadowhunters, i Cacciatori sono ancora i protagonisti, ma questa volta siamo all'Istituto di Londra, durante l'età vittoriana.
Lasciando stare la trama, che potete trovare da qualsiasi altra parte nel web, vorrei subito passare a parlare di quello che mi è piaciuto oppure no.
Partiamo dai personaggi. Quando Tessa Gray viene accolta nell'Istituto e incontra Jem e Will, due parabatai, si capisce subito che ne uscirà un triangolo amoroso complicato dal legame d'amicizia tra i due ragazzi, ma per ora si parla ancora poco di sentimenti, sia da una parte che dall'altra.
Per quanto riguarda Tessa e la sua vicenda, mi ha ricordato fin da subito un po' troppo quella di Clary: convinta di essere una semplice ragazza, scopre di avere un potere speciale e inquietante, viene trascinata nel mondo Shadowhuters, è alla ricerca di suo fratello Nate, come, guarda caso, Clary sta cercando sua madre; neanche a dirlo, poi, attira l'attenzione di Will, che sarebbe il "bello e impossibile" della situazione. Lo volete sapere a chi assomiglia? Un nome a caso, che inizia con J...e finisce con ace? Ecco, secondo me la Clare poteva risparmiarsi un altro ragazzo del genere, sempre incavolato con il mondo, convinto di essere la peggior persona esistente e via di questo passo. Chiariamoci, io adoro Jace, ma mi piace proprio perché lo ritengo unico, profondo e ben caratterizzato. Non che Will Herondale non lo sia, ma l'ho trovato troppo simile, e il fatto che sia un suo progenitore non è una scusa sufficiente. E' anche lui un personaggio che sa essere molto pungente quando vuole, anche se a ben vedere le sue battute e lo spirito che vi è dietro sono molto diverse da quelle che farebbe Jace, meno sarcastiche e più velate di una tristezza nascosta.
Jem, invece, mi è piaciuto di più: così calmo e pacato com'è, è un personaggio che forse manca nei quattro libri che ho già letto.
Poi vorrei fare anche un'appunto sull'ambientazione: della tanto oscura e misteriosa Londra vittoriana ci sono pochissime tracce. Viene descritto qualche locale, qualche raro vestito, ci si muove in carrozza, ma è come se l'occhio del lettore non riuscisse a mettere a fuoco la scenografia, che quindi resta sfocata, lontana e imprecisata. Insomma, che a nessuno venga in mente di leggere questo romanzo per l'ambientazione, perché rimarrebbe fortemente deluso.
Altra cosa, i nomi: Lightwood, Herondale, Fairchild... tutti cognomi della prima serie. Passi che i Cacciatori vengono da Idris e quindi possono vivere dove vogliono, ma risulta inverosimile che famiglie che erano a Londra nell'Ottocento si siano trasferite in blocco a New York per essere tutte lì nel nuovo millennio. Secondo me, la Clare avrebbe dovuto lasciare stare i legami con i personaggi dell'altra saga e inventarne di nuovi.
E poi, passiamo a quello che ritengo il vero punto dolente di questa saga - un punto debole che, ahimè, credo si trascinerà fino alla fine -, ossia il fatto che gli Shadowhunters si trovino a combattere contro un esercito di automi. Forse la Clare sperava di essere originale introducendo un esercito non creato "nè da Dio nè dal diavolo" per distruggere gli Shadowhunters, ma... loro sono Cacciatori di demoni! E' un po' come far andare Cenerentola in discoteca anziché al gran ballo con il principe, o imbottire la bella addormentata di Red-Bull perchè non si addormenti, non so se rendo l'idea...
Vampiri e demoni ci sono, e Will, Jem e gli altri si troveranno ad affrontarli, ma il loro nemico principale questa volta è un mondano con la fissa degli automi... insomma, la cosa mi fa storcere un po' il naso.

E' come se questa serie fosse slegata dalla prima - anche se so che poi i punti di contatto arriveranno più tardi. Io comunque rimango della mia opinione: è meglio scrivere una sola trilogia, bella e conclusa, che tirare avanti all'infinito e inventare storie parallele, precedenti o che altro solo per aumentare i volumi concernenti un argomento di successo come gli Shadowhunters. Il risultato rischia di essere deludente e di convincere il lettore che sia stato scritto solo per fare soldi, più che per reale ispirazione.
L'Angelo, anche se l'ho letto tutto d'un fiato, manca, in definitiva, di quel tocco e di quella magia che mi avevano incantato tanto nei "primi" Shadowhuters.




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