lunedì 24 novembre 2014

[Recensione] Legacy di Cayla Kluver

Buongiorno amici! Il libro di cui oggi vi propongo la recensione è Legacy di Cayla Kluver, vinto al Giveway di compleanno del blog Ombre Angeliche di Rowan, che ringrazio!
Non conoscevo nè questa trilogia nè questa autrice prima di ricevere il libro... a questo punto forse vi aspettereste che aggiunga che " è stata una graditissima sorpresa" ma non è stato proprio così. Legacy mi ha lasciata un po' in sospeso, non saprei nè dire qualcosa di male nè qualcosa di davvero buono... se volete altre delucidazioni, di seguito solo per voi la recensione!


TITOLO: Legacy
TITOLO ORIGINALE: Legacy
AUTORE: Cayla Kluver
CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2010
PAGINE: 467

TRAMA

 "Una cascata di capelli scuri, occhi neri come l’ebano e l’animo inquieto di chi guarda al futuro con trepidazione: è la giovane Alera, principessa di Hytanica.
Il suo diciottesimo compleanno si avvicina, e con esso il momento in cui – in base alle secolari tradizioni del regno – dovrà annunciare al popolo il nome del suo futuro sposo. Eppure non è felice, perché sa di essere destinata fin dalla nascita all’uomo che suo padre il re ha già scelto per lei: a Hytanica infatti la successione al trono può avvenire solo per via maschile. La ragione di Stato le impone di cedere al corteggiamento serrato del prescelto, il nobile e coraggioso Steldor, ma Alera non riesce a rassegnarsi: vorrebbe rimanere fedele ai propri sogni e sposarsi per amore. La decisione è quanto mai sofferta, tanto più che il suo pretendente, che la irrita con la sua insopportabile arroganza, è anche giovane, bello e affascinante, e quando sono insieme lei non può impedire al cuore di accelerare i battiti.
Finché, un giorno, a palazzo arriva Narian, un ragazzo dal passato oscuro e dal sorriso dolcissimo. Quando Alera lo incontra, le basta uno sguardo per innamorarsi perdutamente e accantonare gli obblighi di corte. Nel corso di lunghe chiacchierate notturne, Narian le racconta di essere cresciuto in una terra governata da leggi molto diverse da quelle di Hytanica, una terra in cui le donne sono libere di scegliere il proprio destino senza sottomettersi alla guida e al volere degli uomini, e le mostra un modo nuovo di affrontare la vita. Tanto che la principessa ora è pronta a tenere testa al padre per convincerlo a farle sposare il ragazzo dai magnetici occhi azzurri che le ha rubato il cuore.
Ma presto Alera deve fare i conti con un’amara verità: scopre infatti che Narian proviene dall’odiato regno di Cokyri e che il suo nome è legato a una terribile maledizione, capace di distruggere il futuro di Hytanica. Soltanto lei potrà salvare il suo mondo. E per farlo dovrà affrontare una dura battaglia interiore.
Primo volume di una trilogia, Legacy è lo straordinario debutto letterario di una scrittrice giovanissima che, grazie al passaparola, ha già conquistato schiere di lettori in tutto il mondo. Una entusiasmante storia romantica immersa in una cornice fantasy, piena di passione, avventura e intrighi."



Proprio perché non avevo mai sentito parlare di questa serie, ho iniziato la lettura senza pregiudizi, pronta a gustarmi una sorpresa completa e totale. In effetti, mi sono sentita subito piuttosto presa dalla curiosità, anche perché la cover è molto particolare, mi ha subito ricordato un libro antico, storico, fuori da comune. Quando poi ho cominciato a leggerlo, ho notato che ogni capitolo inizia con un disegno della prima lettera che in qualche modo è collegato al contenuto del capitolo, e devo dire che questo dettaglio mi è piaciuto fin da subito.

La trama non preannunciava chissà quale novità, infatti non c'è nulla di davvero nuovo in questo libro: una protagonista-principessa che deve scegliere il suo promesso sposo, un ragazzo misterioso che guarda caso è biondo con incredibili occhi azzurri, cattura subito l'attenzione della principessa ma è pur sempre un potenziale nemico, un'antica profezia e via di questo passo.
Eppure non si può definire proprio fantasy, come non lo si piò definire romanzo rosa. A un livello superficiale, si potrebbe pensare che ci siano elementi dell'uno e dell'altro genere, ma in realtà... che cosa c'è di fantasy?? Non basta mica ambientare la storia in un regno inventato (con evidenti inconguenze che si rivelano strada facendo) dal nome strano e dare nomi altrettanto inventati ai personaggi, per scrivere fantasy!! Non ci sono draghi, non c'è magia, non ci sono creature particolari... solo un ragazzo, Narian, il cui destino sembra già segnato, e alcune figure più o meno ambigue e misteriose, ma... questo non è fantasy, è solo invenzione!


La componente rosa, invece, c'è, ma non è così approfondita come mi sarei aspettata. In generale, Legacy ha questo difetto: troppe cose sono descritte in modo superficiale, dispersivo, e l'autrice stessa si perde nella descrizione di feste, abiti, eventi che non hanno alcun legame con la storia principale, o meglio, questa avrebbe potuto essere meglio definita se la Kluver avesse dedicato più attenzione al filo principale del discorso che a episodi fini a se stessi, riguardanti per lo più la vita di corte. Molte volte ho avuto l'impressione, anzi, che la Kluver abbia proprio voluto scrivere metà libro per spiegare come avrebbe potuto vivere una principessa nel passato, lasciandosi andare però, piuttosto spesso, a sue congetture personali e poco verosimili. In pratica, in quasi 450 pagine succedono pochissime cose davvero importanti, tutto il resto è occupato soltanto da parole, parole, parole, spesso e volentieri inutili.
Eppure l'ho letto di buona lena, perchè volevo assolutamente vedere se la conclusione avrebbe cambiato il parere che stavo già formulando. Purtroppo devo dire che la parte finale è tutto sommato piatta e affrettata, e questo è un gran peccato. Lo ammetto, volevo qualcosa di più!

Passando ai personaggi, poi, ciascuno viene designato in modo preciso, tavolta stereotipato, ma nessun personaggio è davvero profondo e ben caratterizzato. La protagonista, Alera, non mi è dispiaciuta, ma a volte l'ho trovata un po' scontata e prevedibile. Alcune volte, poi, si comporta in modo davvero stupido, scegliendo per esempio di fare una passeggiata in notturna e in segreto con Narian in giardino, quando il suo regno è pattugliato da guardie e soldati che tentano di ricacciare i cokyriani nelle loro terre. Anche Narian, che avrebbe potuto essere il tipico personaggio maschile strappacuore, è un personaggio delineato solo in superificie, e rimane a tutti gli effetti un enigma abozzato.
Un'altra cosa che ho notato, riguarda le incongruenze cui sopra accennavo. Mi spiegate come è possibile che, in un regno inventato, circondato da regni inventati, in un'epoca non specificata, ci siano persone che conoscono il latino??? E come spiegare il matrimonio di fronte alla Santa Chiesa?? Se la Kluver voleva creare un romanzo fantastico, tanto valeva che si inventasse anche una religione, no? Oppure che ambientasse la storia direttamente nel nostro mondo, magari in un Medioevo favoleggiante, ma così suona proprio da errore logico...

Nel complesso l'ho letto volentieri, ma le mie aspettative sono state un po' deluse. Non saprei in effetti che giudizio dare a questo libro. La lettura mi è piaciuta, lo stile è veloce e per nulla pesante, ma alla fine dei conti la Kluver spreca oltre 400 pagine per parlare di qualcosa che si poteva riassumere in 200... Insomma, ecco un libro che potrei definire "inconsistente", che regala un intervallo di relax ma non lascia grandi cose nè emoziona granché. E' evidente che è un romanzo d'esordio e non capisco il motivo per cui ha avuto tanto successo. Ci sono tanti, ma tanti, libri migliori di questo, però sicomme ce ne sono tanti, ma tanti peggiori, il mio giudizio resta così sospeso a metà, un "nè bello nè brutto".

Se anche voi lo avete letto non esistate a commentare con le vostre impressioni!

Nel frattempo vi auguro buona giornata.


1 commento:

  1. Ti dirò, a me non dispiacciono i romanzi di ambientazione inventata, ma senza magia e creature fantastiche. Alla fine vengono definiti comunque romanzi fantasy e non trovo nessun modo più appropriato per categorizzarli, anche se l'errore sta anche nell'ottica di etichettare tutto.
    Hanno il loro fascino anche le storie così ^^
    Il resto del mio parere già lo sai :)

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