lunedì 5 gennaio 2015

[Recensione] Il fiume si rise

Una delle ultime recensioni che ho scritto nel 2014, se ci penso mi sento male...Il 2014 è definitivamente andato!
 TITOLO:Il fiume si rise
AUTORE: Sergio Costanzo
CASA EDITRICE: Linee Infinite Edizioni
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2014
PAGINE: 395
"Pisa è sottomessa a Firenze da quasi novanta anni, quando Carlo VIII di Valois, re di Francia, scende in Italia reclamando il regno di Napoli e generando alleanze e opposizioni: Firenze si schiera contro il re. 8 novembre 1494, re Carlo VIII entra in Pisa per farne sua alleata e il popolo si ribella all’usurpatore fiorentino. La città Alfea è di nuovo libera. Clemente Biccoli, esule pisano, rientra in città con la propria famiglia. Desidera essere libero cittadino ed offrire a sua moglie Aureliana e ai suoi figli Beniamino e Setembrina un futuro migliore. Corruzione, intrighi di corte, tradimenti; ben presto Pisa è sola e accerchiata dai mercenari al soldo di Firenze. Durante i quindici anni di assedio, ognuno è al contempo cittadino e soldato. La cerchia delle mura sarà il baluardo difensivo, ma anche il limite estremo dei sogni e dei progetti, il limite del mondo pisano. Beniamino e Setembrina, come tutti i loro coetanei, sapranno essere figli devoti e arditi combattenti, per meritarsi orizzonti più ampi. Non basteranno a piegare Pisa il genio di Leonardo da Vinci, l’astuzia di Machiavelli e la soverchiante forza degli eserciti mercenari al soldo di Firenze. Pisa, militarmente imbattibile, cederà solo perché vittima degli intrighi e dei tradimenti orditi dal nemico. Vite spezzate, amori impossibili, sogni infranti, atti di eroismo. In ogni famiglia lutti e sofferenze. Ma Pisa e le sue genti non chineranno mai la testa di fronte all’usurpatore fiorentino."
L'unico "difetto" di  questo romanzo storico è quello di essere un po' troppo storico e un po' troppo poco romanzo. La parte romanzata c'è, ma l'ho trovata marginale, o meglio, secondaria rispetto alla ricostruizione storica. I personaggi che l'autore introduce all'inizio li ritroviamo fino alla fine e le vicende storiche si intrecciano inevitabilmente alle loro vite, ma ho avuto l'impressione che la loro presenza fosse solo funzionale alla trama complessiva, quella dell'interminabile guerra che per anni Pisa ha dovuto sostenere contro la rivale Firenze.  Non so esattamente come spiegarmi, ma diciamo che nella mia idea, quando si parla di romanzo storico penso a una storia che è ambientata in un certo periodo del passato, possibilmente ricostruito in modo credibile e documentato. Qui invece è successo un po' il contrario: il punto di focalizzazione è al 90% sulle vicende della città e non su quelle dei personaggi, che sembrano essere state inventati solo per non rendere il libro un saggio di storia. C'è da dire che comunque questi riescono a staccarsi dall'etichetta di semplici macchiette, e sono comunque dotate di un certo spessore.
Ho trovato la ricostruzione storica accuratissima, anche se un po' pesante, e per questo devo fare i complimenti all'autore. Emerge con assoluta evidenza la sua passione per la storia, la sua pazienza e competenza nella ricerca documentaria. 
Inoltre, il romanzo è ambientato interamente a Pisa, che è la città dove ho deciso di frequentare l'università: ad ogni pagina sentivo parlare di vie, chiese, luoghi e ponti che quotidianamente posso vedere e questo mi ha aiutata molto nel ricostruire la "location" degli eventi narrati. E ammettiamolo, è stato emozionante sentir parlare di luoghi noti e di personaggi famosi; infatti nel romanzo compaiono, nell'ultima parte, anche il grande Leonardo da Vinci e Niccolò Macchiavelli, che tra l'altro, come ho scoperto, erano anche amici, ma ovviamente questi sono solo due dei tanti nomi noti che si possono riscontrare tra le pagine del romanzo.
Ho così scoperto in modo piacevole una parte della storia della città in cui vivo, di come per anni sia stata sottoposta al giogo di Firenze e di come poi, per altrettanti anni, abbia dovuto temere nuovamente la perdita della sua libertà.
Non credo comunque sia un romanzo per tutti, perché nonostante l'abbia letto volentieri, riconosco che sia un po' pesante e complessivamente monotono per le ragioni di cui sopra. Però, almeno, è un libro che può definirsi "storico" a pieno titolo!


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