lunedì 31 agosto 2015

[Recensione] "Bitterblue" di Kristin Cashore

Ebbene sì, alla fine sono riuscita a finire anche la Trilogia dei Sette Regni di Kristin Cashore. Per un motivo o per l'altro, ho atteso diversi mesi prima di prendere il volume finale, Bitterblue, anche perché, a dirla tutta, senza una ragione precisa non mi sentivo così attratta dalla storia. E anche dopo averlo trovato in libreria, gli ho fatto accumulare un po' di polvere sulo scaffale. Da un lato è stato meglio così, perché ho potuto leggerlo durante le vacanze e quindi dedicargli tutto il tempo e l'attenzione che senza dubbio si merita!







TITOLO: Bitterblue
TITOLO ORIGINALE:Bitterblue
AUTORE: Kristin Cashore
CASA EDITRICE:De Agostini
PAGINE:607
PREZZO:9,90
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012

 Sono passati 8 anni da quando la principessa Bitterblue e il suo popolo sono stati salvati dai piani diabolici di suo padre Leck. Ora il regno è in pace, anche se il ricordo dell'ex sovrano, psicopatico e violento, è ancora vivo. Curiosa di conoscere cosa accade oltre le mura del castello, Bitterblue scappa, scoprendo ben presto che il solo modo di superare 35 anni di vessazioni è quello di rivangare e rielaborare il passato. Due ladri, che hanno giurato di rubare solo ai malfattori, cambieranno per sempre la sua vita, perché possiedono la chiave per svelare la verità sul regno di Leck. E uno di loro, un Graceling, potrebbe avere anche la chiave per il suo cuore.


Non vi arrabbiate, vero, se vi faccio la recensione del terzo libro di una trilogia, senza aver recensito (non so perché) i primi due libri? Ad ogni modo, posso riassumervi molto brevemente il mio pensiero in proposito, così almeno avete una pallida idea di quello di cui sto per parlarvi.

Il primo volume, Graceling, che tra l'altro è anche l'esordio della Cashore, aveva fatto parlare di sè a sua tempo anche per il fatto di essere stato pubblicato dalla DeAgostini, che fino ad allora non aveva molto esteso le sue pubblicazioni al fantasy. Non è propriamente un fantasy classico...ho trovato originale l'idea dei Graceling, persone con occhi di due colori diversi e un Dono che cambia da persona a persona. E Katje, la protagonista, è una Graceling, così come il principe Grandemalion Verdeggiante / Po di Lienid. Lei con li Dono della lotta ( o forse no...), lui anche (o forse no...). Lui alla ricerca di suo nonno, e convinto che qualcosa non vada a Monsea, il regno dove vive la sorella di suo padre e sua cugina Bitterblue, lei desiderosa di allontanarsi dallo zio, il re di Middluns. E ci sono diversi terribili segreti in tutto questo...Senza ombra di dubbio, mi era piaciuto molto. Storia originale e stile molto fluido, uno di quelli che personalmente trovo molto piacevoli e faccio molta poca fatica a leggere.

Queste considerazioni sullo stile dell'autrice valgono anche per Fire, il secondo in ordine di pubblicazione, ma che in realtà è un vero e proprio prequel di "Graceling", dal momento che, pur essendo ambientato non nei Sette Regni ma nella Valle, e avendo per protagonista non una Graceling ma un Mostro (Fire, ragazza-Mostro, umana in tutto tranne per il fatto che può leggere nel pensiero e indurre pensieri, e per il suo fascino decisamente fuori dal comune), presenta un personaggio centrale le primo libro, il futuro Re Leck. Entrambi i due volumi sono praticamente autoconclusivi, e si possono leggere nell'ordine che si preferisce, o leggerne soltanto uno, senza che qualcosa rimanga in sospeso.


Forse per questo non sapevo cosa aspettarmi da Bitterblue. Temevo che si rivelasse uno dei classici libri scritti così, giusto per fare numero e fa sì che si potesse parlare di "trilogia", che ancora oggi va molto più di moda rispetto a "duologia". E invece sono stata immensamente soddisfatta nel poter notare che non era davvero così, anzi! Sono rimasta entusiasta da questa lettura, tanto più che non mi aspettavo mi sarebbe piaciuta granché.

La protagonista è Bitterblue (che sorpresa, eh?), che reincontriamo otto anni dopo gli eventi di Graceling. Ora è Regina di Monsea e a soli diciotto anni si trova a governare un Regno che deve ancora fare i conti con l'eredità lasciata da suo padre, Re Leck. Un'eredità tragica e drammatica, che ha portato il Regno sull'orlo della rovina. Bitterblue deve fronteggiare moltissimi problemi e inizialmente sarà aiutata dai suoi consiglieri di fiducia. Ma può davvero fidarsi di loro? Quando comincia ad uscire di nascosto dal palazzo, Bitterblue scopre che molte cose, nel suo Regno, non sono come qualcuno vuole farle credere. Si imbatte per caso in quelli che apparentemente sono due ladri, Teddy e Zaffiro, e anche grazie a loro si renderà conto che proprio le persone più vicine a lei custodiscono terribili segreti, e sono disposte a tutto pur di non fare riemergere la verità sulle atrocità e i crimini commessi da Leck durante gli anni del suo Regno. Bitterblue dovrà imparare a distinguere le persone di cui può fidarsi e quelle che le vogliono del male. Sarà costretta lei per prima a fronteggiare il suo passato, e farà di tutto per riportare a galla la verità. Tra codici, furti e aggressioni, riuscirà la nostra giovane regina a dare al Regno la guida di cui ha bisogno?
Nel libro ricompaiono, graditissimi, molti dei personaggi di "Graceling": Katje, Po, il principe Raffin, Giddon (un personaggio che qui mi è piaciuto particolarmante), Bann e altri. Li ho ritrovati davvero con molto piacere! 
Ma ci sono anche nuovi personaggi, per esempio un tale Graceling di nome Zaffiro...un personaggio molto intrigante!

Ebbene, in questo fantasy per ragazzi - perché, sebbene la lettura possa risultare molto piacevole anche agli adulti, è essenzialmente rivolto ai ragazzi - c'è tutto quello che serve per farmene parlare bene: intrighi, complotti, colpi di scena, segreti, codici cifrati e chiavi che aprono porte rimaste troppo a lungo chiuse, e una smaniosa quanto pericolosa ricerca di verità che, forse, sarebbe meglio non disturbare. Ma "Bitterblue" è anche la degna conclusione di questa trilogia. Di primo acchito, Fire mi era sembrato un libro a parte, con il solo scopo, come ho già detto sopra, di scavare un po' nel passato di Leck. E' solo alla fine che si riesce a cogliere il sottile collegamento tra tutti e tre i libri della trilogia, e a collegare quanto raccontato nel prequel con i dettagli della chiusa finale.
Sono rimasta piacevolmente sorpesa dalla piega che hanno preso gli eventi, anche se il finale... beh, personalmente avrei preferito un finale diverso, ma riconosco che l'autrice ha probabilmente scelto quello più sensato e comunque per nulla deludente. 

Se non posso dire di averlo amato alla follia dalla prima pagina, questo libro mi ha fornito comunque diverse ore molto piacevoli. Lo stile della Cashore, sempre molto pulito e semplice, ma non banale, mi ha fatto scivolare di pagina in pagina, di capitolo in capitolo con un gusto e una curiosità sempre crescente. Avete presente quando siete alle prese con un libro e vi ripetete in continuazione "Ancora un altro capitolo... solo uno e poi vado a combinare qualcosa di serio?". Ecco, credo di averlo ripetuto un'infinità di volte mentre lo leggevo.
Vorrei tanto poter leggere ancora di questi personaggi, correrei in libreria domani stesso se sapessi che la storia non finisce davvero qui ma che la Cashore ha scritto anche un altro seguito, ma a quanto mi risulta, non è così...spero di poter dire per ora!
In definitiva, consigliatissimo. Oserei perfino dire il migliore della trilogia!




venerdì 28 agosto 2015

[Anteprima TEA] "La scomparsa di De Paoli" di Gianni Simoni

Qualcosa mi dice che agosto sta finendo... e no, non è il calendario, ma il fatto che le case editrici stiano ricominciando a mandare segnalazioni e anteprime... e per una volta, non mi prenderò indietro!









TITOLO: La scomparsa di De Paoli
AUTORE:Gianni Simoni
CASA EDITRICE:TEA
PAGINE:240
PREZZO: cartaceo 13, ebook 6,99
DATA DI USCITA: 3 settembre 2015










In un fossato, lungo una strada provinciale ai margini della città, la Polizia ritrova un cadavere reso irriconoscibile dall'azione impietosa dei topi. Cosa o chi ha ucciso quell'uomo senza identità e senza più nemmeno un volto? Un rapinatore inesperto? Un magnaccia violento? Un pirata della strada fuggito dopo l'incidente? Una morte così fa scalpore in una città di provincia come Brescia, ma per l'ex giudice Petri allo stupore si aggiunge l'orrore, quando si rende conto che quell'uomo altri non era che il suo vecchio amico e medico curante, il dottor Emilio De Paoli, misteriosamente scomparso da troppi giorni. Il buon Petri, sconvolto, si butta nell'indagine anima e corpo, costringendo il commissario Miceli, che ormai lascerebbe volentieri le rogne al nuovo commissario Grazia Bruni, a rimettersi in gioco. Saranno però necessari l'esperienza e l'intervento di tutta la squadra al completo, con il nuovo vice ispettore Armiento, il navigato Maccari, il bravo Esposito, gli inseparabili Grasso e Tondelli, e persino il procuratore Martinelli, per risolvere il caso e restituire onore e giustizia all'amico di Petri. Anche se forse, per una volta, il vecchio giudice non avrebbe voluto portare a galla la verità, forse sarebbe stato meglio lasciarla in fondo a quel fosso...


 Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Presso la Procura generale milanese ha sostenuto l’accusa nel processo d’appello per l’omicidio Ambrosoli e ha condotto l’inchiesta giudiziaria sulla morte di Michele Sindona nel carcere di Voghera.
Presso Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone.
TEA pubblica le sue due serie gialle (entrambe aperte): una è ambientata a Brescia e ha per protagonisti l’ex giudice Petri e il commissario Miceli. La scomparsa di De Paoli è il nono titolo, dopo Un mattino d’ottobre, Commissario domani ucciderò Labruna, Lo specchio del barbiere, La morte al cancello, Pesca con la mosca, Il ferro da stiro, Chiuso per lutto, Troppo tardi per la verità.
L’altra serie è ambientata a Milano e ha per protagonista Andrea Lucchesi, il commissario dalla pelle scura. Finora sono usciti Piazza San Sepolcro, Il filosofo di via del Bollo, Sezione omicidi, Contro ogni evidenza, Omicidio senza colpa.


giovedì 27 agosto 2015

Intervista! Parla Laura Rocca

Oggi è giovedì, giusto? Quindi è d'uopo pubblicare l'intervista all'autrice Laura Rocca, di cui ho segnalato il libro martedì.


Per chi ancora non ti conoscesse: che cosa ci dici di te? Mi chiamo Laura, a settembre compirò 35 anni e nella vita di tutti i giorni faccio l’impiegata, ma nella “mia realtà” sono una grande sognatrice e passerei volentieri tutto il giorno scrivendo le cose che immagino.


Forse è una domanda scontata, ma questo non significa che non sia importante: che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura?
Ho sempre scritto, sin da quando avevo 14 anni. Spesso sono stata considerata strana poichè preferivo leggere anzichè andare in giro e cose simili. Mi sono sempre rifugiata nella scrittura per dare spazio alla mia fantasia, credo questo amore sia nato, inizialmente, per via delle mie scarse doti nel disegno, in altro caso, forse sarei diventata una bravissima illustratrice.


Parlaci un po’ dei tuoi libri: di che cosa trattano, qual è il genere, come sono nati… siamo lettori molto curiosi! Il mio libro, uscito il 10 luglio 2015, è un urban fantasy/paranormal romance/young adult, pagine 633, formato Kindle. In realtà si tratta del “prologo” di una saga che sarà composta da sei libri. Il primo ci accompagna nel mondo dei Custodi degli Elementi facendoci conoscere i personaggi, svelandoci i primi intrighi ed i primi colpi di scena. Quelli che seguiranno saranno ambientati ognuno in un "mondo" differente, in cui i Custodi si recheranno allo scopo di portare a termine delle missioni. Ogni  "mondo" è a sé, con un suo territorio, un suo popolo, una sua storia e dei nuovi co-protagonisti che si andranno ad aggiungere a quelli che conosceremo man mano. Posso svelarvi ancora questo dettaglio: in ogni libro verranno portate avanti: la romance principale dei protagonisti e le romance dei personaggi secondari.Troveranno di che sognare sia gli amanti del fantasy che le lettrici romantiche!

Quali sono i tuoi modelli ispiratori, quali sono state le letture che più di tutte ti hanno formata? Io leggo moltissimo, ho una media di quasi 200 libri letti l’anno, diciamo che nel 2015 sono rimasta indietro perchè ho passato da settembre 2014 a giugno 2015 a revisionare il mio libro e quindi restava poco tempo per il resto. Non penso vi sia una lettura in particolare che mi abbia formato ma tutte insieme. Se posso permettermi, e sia ben lungi da me fare un paragone tra me e lei, la persona di cui più ammiro il modo di scrivere è J.K. Rowling. Ha trovato il modo di fare combaciare tutti i più piccoli pezzi, come l’oggetto di Silente che nell’ultimo libro servirà poi a Ron, insomma è tutto perfetto. Io ho cercato di scrivere proprio con questo metodo. Non ho voluto procedere scrivendo la storia e conoscendola mentre lo facevo, ma annotando tutto prima in modo da non perdere pezzi per strada. Non credo certo di essere sullo stesso piano di Harry Potter, ma almeno provare a far bene credo mi sia consentito!

Nella tua esperienza editoriale, quali sono quegli aspetti che ti hanno soddisfatta e cosa, al contrario, cambieresti? 
Diciamo che non ho “esperienza editoriale” poichè il mio è un self che ho auto-pubblicato su Amazon. Posso dire che sono molto felice del servizio offerto da Amazon, il caricamento del file è molto intuitivo, come della copertina.

A questo punto ti chiedo, che cosa ne pensi in generale dell’editoria italiana nelle sue diverse forme?
Non ho avuto un’esperienza diretta con gli editori e pertanto mi risulta difficile esprimere un giudizio di questo tipo, ma chissà magari la avrò in futuro, dopotutto è la speranza di tutti gli scrittori. Fatemi nuovamente questa domanda se avverrà e di sicuro avrò una risposta più concreta. Al momento il mio sarebbe un parere “per sentito dire” e non mi piace dare un giudizio basato sui pareri di terze persone.


Il consiglio che non daresti a nessuno scrittore alle prime armi?
Di pubblicare con gli editori a pagamento. Non fatelo mai. Soprattutto a che scopo? Pagare voi per pubblicare una vostra opera? E’ avvilente. Piuttosto fate un self, è molto più gratificante che pagare qualcuno perchè pubblichi il proprio libro.


Se dovessi scrivere una storia in cui il protagonista è un animale, che animale sarebbe? Perché? Il furetto. E’ un animale con cui convivo da 10 anni e che ormai conosco molto bene, ho sviluppato come una simbiosi con loro, a volte mi sembra di sentire cosa pensano.

Ti viene data la possibilità di compiere un lungo viaggio a tua scelta: dove ti piacerebbe andare e per quale motivo?
In Inghilterra. Perchè amo profondamente l’Inghilterra, lo dimostra anche il fatto che il regno magico del mio libro è sito nelle Highlands Scozzesi. Purtroppo i pochi giorni di ferie che si possono prendere al lavoro non bastano mai, desidererei davvero poterci passare molto tempo, specialmente in Scozia.


Per finire, hai attualmente altri progetti nel cassetto, libri da pubblicare, storie da raccontare, cose da dire?
"
Le cronistorie degli elementi" è una saga e a settembre inizierò la stesura definitiva del seguito. E’stato tutto programmato da principio, come dicevo amo il metodo di scrittura del narratore onnisciente. Naturalmente i tempi di stesura ci sono, io “purtroppo” ho anche un lavoro che mi impegna otto ore al giorno. Ovviamente preferirei che il mio lavoro fosse quello della scrittrice a tempo pieno, magari fosse così! Per far stare tranquilli i futuri lettori posso raccontarvi che, avendo un progetto così grosso, mi sono già premurata di scrivere i riassunti di tutti i libri futuri e l’epilogo saga. Ho preferito cercare di essere seria sin da principio; la coerenza in una saga è una cosa importantissima, non si può procedere a tentoni. Ho già deciso tutto e stilato riassunti di trame e schemi d’intrighi, manca la stesura definitiva, ma quella ovviamente avverrà libro per libro, in ogni caso sono serena, almeno ho già tutto sotto controllo. Per il resto esiste il mio blog “Racconti dal passato” dove pubblico romanzi a puntate, di genere rosa storico, ambientati in epoca vittoriana e approfondimenti tematici sull’epoca. Cose da dire? Spero che i lettori italiani inizino a fidarsi un pochino di più dei self e diano una piccola possibilità anche a noi, cercate di capire che anche tra di noi ci sono persone serie che per la propria opera, magari come me, sono andate a dormire alle 4 del mattino e alle 8.30 erano già a lavorare, è vero c’è chi butta lì delle cose a caso, ma c’è anche chi ci crede e suda sangue per pubblicare un prodotto concreto.


Ringrazio molto per l’opportunità e per lo spazio concesso, e dico grazie anche a tutti coloro che si soffermeranno a leggere la mia intervista.
Laura

mercoledì 26 agosto 2015

W...W...W...Wednesday #32

Non che in questo periodo stia leggendo molto, ma comunque vi lascio l'aggiornamento del mio WWW Wednesday!





Che cosa stai leggendo?



Ancora alle prese con Emma della Austen. Può essere che io non sia, in questo periodo, dell'umore 
più adatto per leggere questo classico, perché al momento lo sto trovando interessante come la povere sotto il letto.

Cosa hai appena finito di leggere?

Non ho "appena" finito nulla, per questa volta.

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?



Giochi di Ombre di Giovanna Evangelista.    

Ora su, non siate timidi e ditemi, quali sono le vostre letture? 

martedì 25 agosto 2015

[Segnalazione] "Le cronistorie degli elementi - Il mondo che non vedi" di Laura Rocca

Inizio con una domanda: ma soltanto io comincio a sentire freddo? Anzi, credo di essermi già presa il primo malanno ante-stagione autunnale, sigh! Malanni miei a parte, conoscete "Le cronistorie degli elementi" di Laura Rocca? No? Allora proseguite nella lettura.


“Non hai due vite Celine, ne hai una sola, la vecchia ha cessato di esistere pochi giorni fa. La vita è un flusso continuo, non puoi arrestarla o dividerla.”




TITOLO:Il mondo che non vedi (Le cronistorie degli elementi ~ Libro Primo).
AUTORE: Laura Rocca
CASA EDITRICE: Self - Amazon Kindle
GENERE: Urban Fantasy/Paranormal Romance/Young Adult
PAGINE: 633
PREZZO: 0.99
DATA DI PUBBLICAZIONE:10/07/2015
Sito Autrice www.laurarocca.it


Celine, diciottenne timida e schiva, dopo la morte dei suoi genitori adottivi, accetta l’ospitalità del suo migliore amico Matteo diventando in seguito la sua ragazza.
Dopo l’ennesimo evento spiacevole si risveglia in lei una strana energia che la disorienta. Turbata attraversa la laguna di Venezia rifugiandosi nella casa della sua infanzia, ma lì la tristezza l’assale. Il meraviglioso giardino dei suoi ricordi è ormai arido. Piangendo poggia la mano sulla terra spoglia causando qualcosa di inimmaginabile: un’energia sconosciuta fuoriesce dal suo corpo e tutto riprende vita lasciandola incredula e spaventata.
In poche ore la sua esistenza verrà stravolta intrecciandosi a filo doppio a quella di Aidan e dei Custodi degli Elementi, una razza che può usare gli elementi per contrastare Fàs, il malvagio spirito del vuoto. Conoscerà un mondo di cui fino a ieri non sapeva nulla e di cui anche lei scoprirà essere parte. Molte domande esigono risposta e la strada da percorrere sarà lunga e richiederà a Celine di mettere in gioco sé stessa come mai aveva fatto prima.
 Booktrailer
 
Vi aspetto giovedì con l'intervista a Laura Rocca!

lunedì 24 agosto 2015

[Recensione] "Roma 46 D.C. - Vendetta" di Adele Vieri Castellano

Ed infine, eccoci qui con la recensione di Roma 46 D.C. - Vendetta, ultimo libro, per ora, della serie Roma Caput Mundi...siete pronti? Avete letto le recensioni dei volumi precedenti, che ho ripubblicato nei giorni scorsi giusto per rinfrescarvi la memoria?







TITOLO: Roma 46 D.C. - Vendetta
AUTORE:Adele Vieri Castellano
CASA EDITRICE: Amazon
PAGINE:320
PREZZO:cartaceo 12,38; ebook 4,99
DATA DI USCITA: luglio 2015



Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero, perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat… 

 

A dire la verità, ho adorato il primo libro della serie, credo di averlo letto per intero due volte, e di aver letto le scene più belle un numero indefinito di volte. Anche in questi giorni me lo sto riguardando e rigustando con piacere. Una scrittura fresca, sentita - avete presente quando un libro riesce a catturarvi completamente, quando non avete alcun dubbio sul fatto che l'autrice senta ogni singola parola, ogni emozione dei personaggi, quando insomma un libro vi fa sognare e vi toglie il sonno perchè la storia vi ha semplicemente conquistata? Ecco, Roma 40 D.C. era stato questo per me, una lettura travolgente. Il secondo libro della saga aveva raffreddato un po', ma non di molto, il mio entusiasmo. Il prequel, invece, l'avevo sentito tanto come una trovatella commerciale per catturare le lettrici che - non senza ragione, perchè anche io mi annovero in questa cerchia per certi aspetti - si sono innamorate del legato Marco Quinto (anche Valerio in quest'ultimo libro) Rufo.

 A dirla tutta, Roma 46 D.C.- Vendetta mi sembra molto più simile al prequel, ma uno se non due gradini più sotto.
Anche se, ripeto, sono (ero?) una fan della saga, non mi aspettavo grandi cose da questa lettura. La prospettiva di reincontrare i protagonisti del primo volume da un lato mi intrigava, ma dall'altro mi è subito sembrato un modo per riempire carta bianca con le fantasie dell'autrice.
Cercherò di spiegarmi meglio. 
Da scrittrice so bene che una storia non finisce mai con l'ultimo punto di un libro. I personaggi continuano a vivere nella mente del loro creatore, nascono altre storie, altri intrecci... la parola fine non è mai in realtà la fine della storia. L'impressione che ho avuto è che la Castellano abbia cullato nella sua fantasia la storia di Marco Quinto Rufo e Livia fino a volerne scrivere il seguito. E' vero che ci sono collegamenti con il secondo libro della serie, perchè Gneo Cornelio Fusco, causa scatenante di quel che accade praticamente durante tutto il libro, e' un personaggio che cerca la sua vendetta per qualcosa che è accaduto in Cuore nemico, ma questo mi è sembrato comunque un riferimento molto labile. Questo nuovo romanzo della Castellano è un qualcosa di completamente avulso, di totalmente diverso da quelli che l'hanno preceduto. Ha uno schema completamente diverso, un'impostazione diversa, quasi direi che appartiene ad un'altra serie.
Sì, d'accordo, ritroviamo i nostri beneamati Rufo e Livia - che però onestamente ho stentato a riconoscere - e anche altri nuovi personaggi, ma non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che se anche questo libro non fosse mai stato pubblicato, la serie non avrebbe perso nulla, ma forse, anzi, avrebbe guadagnato in coerenza. Diversificare i libri di una serie è un'ottima cosa, ma questo mi è sembrato troppo differente dallo stile della Castellano in generale.


Per quanto riguarda i nuovi personaggi: i due che meritano una menzione - oltre alla piccola Valeria di cui però non voglio dire nulla per non rovinare il gusto della lettura - sono Arash Tahmurat, un arciere siriaco al seguito di Rufo, e Mirta, una giovane schiava tutta riccioli biondi. Tra i due scoppia l'amore ma nemmeno questo aspetto non mi ha soddisfatta. La loro storia non mi ha suscitato nessuna emozione, dire che è un qualcosa di "buttato là" è forse esagerato ma non di molto. L'ho trovata una relazione troppo poco sviluppata, che nasce troppo in fretta e i cui fondamenti non vengono mostrati con la giusta attenzione. Non c'è nulla della passionalità delle precedenti storie d'amore della stessa autrice, non ho trovato la stessa attenzione ai dettagli, alle emozionim, alle più piccole sensazioni. E' una storia che nasce quasi dal nulla e che se ne va senza lasciare il segno. Potrei dire quasi una storia d'amore ideata con l'unico scopo di inserire un po' di sensualità e un pizzico di romanticismo sullo sfondo della vicenda principale e del vero argomento del libro, ossia il disperato tentativo di Rufo e Livia di ritrovare la piccola Valeria. Giusto per attirare l'attenzione delle lettrici più smaliziate e romantiche.
Sulla trama avrei altre cose da dire, ma voi volete una recensione, non un saggio, giusto?

Quindi avviamoci alla conclusione parlando un po' dello stile. Forse questo è l'aspetto che mi ha colpito di più: frammentario e spezzettato come nessun'altro libro della Castellano che finora ho letto ha. Frasi brevi, a volte staccate dal resto del discorso, tanto da farmi chiedere se si trattasse di sviste, di errori di battitura  (entrambi aspetti che, con mia sorpresa, non sono mancati) o di una scelta consapevole. Ma più di tutto è frammentaria la storia: è divisa in brevi capitoletti, ciascuno copre lo spazio di poche ore; per la maggior parte sono ore consecutive, ma a volte sono ore staccate. Tante scene discontinue che mi hanno disorientata un pochetto. Non ho trovato quella fluidità, quella continuità delle altre letture di questa autrice, mi è sembrato che in alcuni punti facesse fatica a scegliere le parole, come se procedesse a scatti e scrivesse più per dovere che per passione e ispirazione.

Ribadisco la prima impressione che ho avuto e che a lettura terminata si è solo rafforzata: questo è un libro staccato dal resto, scritto per far piacere alle lettrici innamorate di Rufo e per dilettarsi ad immaginare la vita di una coppia dopo il coronamento della storia d'amore. Non che sia una cattiva idea, per carità, ma credo che in questi casi sia opportuno considerare se la serie nel suo complesso tragga giovamento da una scelta simile o se piuttosto non possa esserne danneggiata.

Visto che ormai ho detto praticamente tutto e voi sapete che preferisco sempre essere sincera e dire quello che penso, piuttosto che nascondermi dietro a un "meraviglioso, bellissimo, stupendo" o "fa schifo, bruciatelo", aggiungo come ultima cosa che alcuni passaggi della trama non mi hanno convinta molto, anzi li giudico poco verosimili. Se non si trattasse di questione di vita o di morte, mi piacerebbe sperimentare di persona se certe situazioni possono essere effettivamente affrontate da comuni essere umani senza rompersi l'osso del collo, tanto più se ad affrontarle è una bambina di quattro anni.

Termino così, chiedendomi se sia solo una mia impressione o se effettivamente la freschezza e l'apparente fluidità dei precedenti episodi si siano dileguati, soppiantati dal desiderio di rispondere ai sogni delle lettrici più esigenti e quindi cedendo alla tentazione di un "capitolo a parte".
Tuttavia, questo non significa che non stia aspettando con ansia il successivo volume della serie, e proprio per verificare se Roma 46 D.C. è stata una parentesi non del tutto riuscita, secondo me, nella carriera della Castellano o se effettivamente lo stile narrativo di questa autrice è così profondamente cambiato dal primo impatto che ho avuto con la sua scrittura. Per ora rimango un po' così così, più perplessa che delusa - non avevo grandi aspettative, quindi non c'è stata delusione - ma mi sarebbe piaciuto trovare un libro che potesse emozionarmi come la prima storia di Rufo e Livia... spero sia per la prossima volta!

domenica 23 agosto 2015

[Recensione] "Roma 42 D.C - Cuore nemico" di Adele Vieri Castellano

Buona domenica! Indovinate un po'? Oggi vi tocca sorbirvi la recensione di Roma 42 D.C.-Cuore nemico. Le recensioni dei precedenti due volumi di questa serie li potete trovare scorrendo i post dei giorni scorsi.





TITOLO: Roma 42 D.C - Destino d'amore
AUTRICE: Adele Vieri Castellano
CASA EDITRICE: Leggereditore
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE:437

Sono ormai trascorsi due anni da quando Marco Quinto Rufo e Livia Urgulanilla si sono conosciuti per la prima volta. Dopo la morte di Caligola, Marco è ritornato, con Livia, a Mogontiacum, sul confine del Reno, dove l'esercito romano è impegnato nella lotta contro le popolazioni germaniche ed in particolar modo contro i chatti.
Ucciso il loro capo, Gerlach, e catturato uno dei suoi figli, Raganhar, Quinto Decio Aquilato, batavo fedele a Roma e agli ordini di Rufo, viene incaricato di trovare il secondo figlio del capo germanico. Quando riuscirà a rintracciarlo, però, si troverà di fronte ad una principessa, Ishold di Gerlach, dal portamento fiero come quello di una lince e i capelli di fuoco.
Tenuti come ostaggi, i due principi germanici vengono trattenuti a Mogontiacum e istruiti sulla cultura e la civiltà romana, per preparsi a quando verranno mandati a Roma.
Sarà Aquilato stesso ad essere incaricato dell'istruzione di Ishold, e con lei resterà anche quando, nell'Urbe, i due principi vengono ospitato dal vecchio senatore Messalla, cui il figlio, Valerio Massimo Messalla, non provoca altro che problemi.
Nonostante tutto ciò che li separa, Ishold e Aquilato non possono restare indifferenti l'uno alla presenza dell'altra. Ma qualcuno, nell'ombra, progetta vendetta contro la principessa dei chatti e a Roma, il pericolo può nascondersi ovunque.


Dopo "Roma 40 d.C - Destino d'amore" Adele Vieri Castellano ci trasporta ancora una volta nelle vie di una città che ancora oggi rimane nella Storia: Roma, a cui il lettore arriva dopo aver seguito la prima parte della storia nelle verdi foreste attorno a Mogontiacum, il forte romano sul Reno.
Ritroviamo personaggi ben noti, in primis Marco Quinto Rufo e Livia, ormai felicemente sposati e
- per fortuna - ancora follemente innamorati. Ritroviamo Claudio, lo zio di Caligola, e il guerriero batavo che, nel primo libro, aveva salvato la vita a Giulia Cassia, la cugina di Livia: Quinto Decio Aquilato, un personaggio che, nel suo essere uomo e non solo guerriero, affascina forse più dell'eroe tenebroso quale era Rufo ai tempi dei suoi primi incontri con Livia.
E proprio Aquilato è il protagonista di questo secondo romance storico della serie "Roma Caput Mundi": guerriero dal corpo scolpito come quello di un dio, occhi azzurri, glaciali, capelli lunghi biondi, la sua strada finirà inevitabilmente per intrecciarsi con quella di Ishold, fiera principessa germana, dagli occhi grigi e i capelli di fuoco.
Sarà difficile per entrambi ignorare la presenza reciproca durante il lungo inverno che sono costretti a trascorrere sotto lo stesso tetto, mentre Ishold impara a scrivere e leggere in latino e Aquilato trova sempre più inappropiate e intense le emozioni che la vicinanza di lei gli scatena nel petto e nel corpo.
E poi a Roma, dove Aquilato si assume anche il ruolo di "educatore" del giovane sbandato Valerio Massimo Messalla, ancora con il cuore infranto per la morte della sua amata, resistere alla tentazione sarà ancora più difficile.  Fino a che tutto, all'infuori di loro due, perderà importanza.
Dire che è stato piacevole reincontrare i personaggi di Livia e di Rufo, e sapere che tra loro nulla è cambiato dopo la fine del primo libro, potrebbe sembrare scontato, ma ciò non toglie che sia vero.
Sorprende invece la figura di Aquilato, guerriero, guaritore e, in sintesi, uomo, lettore di Vitruvio in grado di realizzare con le stesse mani con cui potrebbe torcere il collo ad un nemico delle miniature, come catapulte e simili. Non solo guerriero, dunque, ma soldato convinto della superiorità di Roma e consapevole che nella vita non c'è solo guerra.
I personaggi, come già nel libro precedente, sono ben costruiti, hanno uno spessore psicologico e la Vieri è stata sufficientemente brava da non cadere negli stereotipi nè di creare dei personaggi modellati sulla base di quelli precedenti. Non sarebbe stato altrettanto piacevole, credo, leggere di un nuovo Rufo e di una nuova recalcitrante Livia. Per fortuna, questa nuova storia non ha niente, o comunque poco da fare, con il suo "predecessore".
La storia è ben archiettata, anche se, c'è da dirlo, nei limiti di quella che è essenzialmente una storia d'amore, anche se ambientata in un'epoca passata. Giudicherei molto buona la ricostruzione storica, numerosi sono i termini in latino di cui ci viene fornita la traduzione in un breve glossario alla fine del volume.
Roma sembra rivivere in queste pagine, non la Roma dei fasti e degli splendori, ma quella più nascosta, che non dorme mai, con i suoi intrighi, i suoi lupanari sempre affollati, i vicoli bui, stretti e maleodoranti, la Roma insomma a cui non pensiamo, quando ci soffermiamo ad osservarne i monuenti e ad immaginarne l'antica gloria.
E a proposito di lupanari, ho avuto l'impressione che le scene di sesso, pur non scadendo a parer mio nella pornografia, si siano fatte più esplicite, ricche di dettagli "hard", che riguardano, in alcuni casi, la presenza di più uomini per una sola donna.
Ma credo che tali scene, anche se un loro ritratto meno ricco sarebbe andato bene lo stesso, faccia parte del genere, e quindi possano essere criticate fino ad un certo punto. Certo, anche se non fossero state così ricche, sarebbe andato bene lo stesso.
Ma a parte questo, è stato decisamente intrigante leggere del lento e trattenuto sviluppo della relazione tra Aquilato e Ishold, fino alla sospirata per quanto non del tutto prevedibile buona conclusione.


sabato 22 agosto 2015

[Recensione]" Roma 40 D.C. Destino d'amore" di Adele Vieri Castellano

Ed ecco qui la recensione di Roma 40 D.C. - Destino d'amore, il primo libro della serie Roma Caput Mundi della Castellano... il tutto per rinfrescarvi la memoria in vista della pubblicazione della mia recensione del suo ultimo libro.







TITOLO: Roma 40 d.C-Destino d'amore
AUTORE: Adele Vieri Castellano
CASA EDITRICE: Leggereditore
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:418
GENERE: Romantico storico



"Marco Quinto Rufo è l'uomo più potente di Roma, secondo solo all'imperatore, Livia Urgulanilla ha un passato da dimenticare. Lui è un uomo temprato dalla foresta germanica, bello e forte che non conosce paura nè limiti. Lei è un'aristocratica raffinata  e altezzosa il cui destino è già scritto. Ma il dio Fato decide altrimenti e quando Rufo la porta via con sè non immagina lontanamente le conseguenze del suo gesto. Roma non è la Provincia dove tutto, incluso rapire una donna, è concesso. E anche se Caligola in persona decide di concedergliela, possederne il cuore sarà la più ardua e temeraria delle sue imprese. E Livia saprà donare il cuore a un uomo spietato che non esita davanti a nulla, se non a quello che sente per lei?"


Sono tante le cose che mi hanno attirata di questo libro: il titolo sicuramente, ma poi anche la copertina e la trama, ovviamente. Come resistere alla tentazione di leggere una storia d'amore ambientata nell'antica Roma? Le aspettative non sono state tradite, anzi, ho divorato questo libro in due giorni e qualche ora, la notte non riuscivo a dormire perché volevo assoultamente sapere come andava a finire. 

Marco Quinto Rufo, legatus batavorum fresco di nomina, è stato trascinato a Roma dopo aver salvato la vita all'imperatore Caligola, che lo ha voluto al suo fianco, per proteggerlo, nella capitale, dove molti sono coloro che tramano alle sue spalle per eliminarlo. Abile guerriero, non esita davanti a niente, ma quando per caso si imbatte in una giovane donna dagli occhi verdi come foreste, non riuscirà più a dimenticarla, finendo inevitabilmente per incrociare la sua strada.
Livia Urgulanilla, benché figlia illegittima che vive con la madre, ripudiata dal marito, conduce una vita dignitosa, vita che cambierà per sempre quando il suo destino si incrocerà con quello del tenebroso guerriero. Livia è una donna già promessa, ma questo non impedirà a Marco di prenderla per sè, nè all'imperatore Caligola di concedergliela.
Livia però  non è disposta ad accettare quello che altri hanno scelto per lei; si ribella, ma dovrà fare i conti con il Fato che non sembra intenzionato ad accontentarla.

Mentre Marco Quinto Rufo è alla continua ricerca di una breccia che possa aiutarlo a conquistare il cuore della giovane donna senza cui non riesce a stare, Livia dovrà combattere contro i suoi sentimenti, senza smettere di cercare un modo per fuggire dalla braccia di quell'uomo che non ama, ma di cui non può fare a meno di ignorare il fascino.
Accanto a questa storia d'amore, se ne svolge un'altra, quella tra la sorella di Marco Quinto Rufo, Turia, e Quinto Arrunzio Stella, che forse potranno avere l'opportunità di riparare ai vecchi errori e una seconda possibilità per vivere il loro amore.
L'ambientazione storica cattura subito ed è inutile dire che il lettore - o più verosimilmente la lettrice-  viene immediatamente incuriosito dalla figura di Marco Quinto Rufo e diventa altrettanto ansioso di sapere come si evolverà il suo rapporto con Livia.
L'autrice si è dimostrata molto abile nel dipingere ogni particolare della sua storia, dai personaggi ai luoghi alle vicende, che insieme formano un'appiccicosa ragnatela dalla quale a stento e con fatica ci si può liberare, perché è davvero difficile stare lontani dalla pagine di questo libro per più di qualche minuto.
Sensualità ed erotismo non mancano, ma non si scade mai nella volgarità, per lo meno quando al centro dell'attenzione ci sono i personaggi principali.
La relazione tra Livia e Marco, come pure quella secondaria tra Turia e Lucio, vengono trattate con delicatezza, con dolcezza si potrebbe dire, con amore. Una delle cose che più mi ha colpito, è stata personalmente il "ruolo degli occhi": quando Rufo vede Livia per la prima volta, non sono le sue forme ad attirare la sua attenzione, ma proprio gli occhi. D'altronde, lo dicevano anche gli stilnovisti e i cantori dell'amore cortese: l'amore passa per gli occhi.
Non voglio rivelare altro, però, perché sarebbe un crimine rivelare e svelare il gusto segreto di questo libro. Lo consiglio a tutti, soprattutto a chi adora le storie d'amore non semplici e le letture che imprigionano l'attenzione e fanno battere forte il cuore, oltre a chi, ovviamente, ama anche la storia. 


venerdì 21 agosto 2015

[Recensione] "Roma 39 D.C. - Marco Quinto Rufo" di Adele Vieri Castellano

Errore assolutamente imperdonabile da parte mia. Forse molti di voi non si ricordano, o non sanno, che prima di aprire Libri del cuore e cuori di libri qui su Blogger avevo un altro spazio virtuale su Libero, tale Goccia Blu, che dovrebbe ancora esistere da qualche parte nel web. Quando il mio attuale blog ha visto la luce, ho deciso di trasportare tutte le recensioni che avevo già pubblicato qui, attraverso il "Progetto trasloco" ma, indovinate un po'? Giusto l'altro giorno mi sono accorta di aver dimenticato delle recensioni per strada. Non so come sia potuto succedere, ma fatto sta che mentre scrivevo la recensione di Roma 46 D.C - Vendetta e tentavo di inserire i link alle recensioni degli altri libri della serie, mi sono resa conto che non erano presenti sul blog. Per fortuna il vecchio blog pare sia ancora accessibile, quindi ho copiaincollato le recensioni su blogger. Non potevo assolutamente permettere che andassero perse, e non solo per via dei link, ma anche perchè sono molto affezionata ai libri in questione. Quindi, in vista della pubblicazione della recensione dell'ultimo libro della Castellano, vi (ri)propongo le recensioni ai volumi precedenti, che vi linkerò comunque nel post in questione!

ERErTITLO: Roma 39 d.C 



TITOLO: Roma 39 D.C.
SOTTOTITOLO: Marco Quinto RufoAUTORE: Adele Vieri Castellano
 CASA EDITRICE: Leggereditore
DATA DI PUBBLICAZIONE: Luglio 2013
PAGINE:172
GENERE: Romance storico


"39 D.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, imperatore.Il tribuno Marco Quinto Rufo in battaglia è come un lupo selvaggio e feroce. Il suo coraggio conquista subito Caligola, che vede in lui il guerriero che saprà proteggerlo. Gli occhi di ossidiana, i capelli corvini e la fiera prestanza di Marco conquistano invece Agrippina, sorella del divino Cesare, che presto lo avvolgerà nelle spire sensuali e insidiose del suo fascino. Ma non riuscirà a possedere il cuore del tribuno né a tenerlo all’oscuro della congiura che sta ordendo contro l’imperatore. Non c’è nulla che possa scalfire la lealtà di Marco. C’è solo una cosa davanti alla quale è inerme: il Fato. Una profonda inquietudine lo invade al pensiero di ciò che lo aspetta a Roma e non riesce a dimenticare il desiderio impetuoso che ha provato in sogno verso una donna dagli occhi verdi come le foreste germaniche. Lo stesso sogno che ha turbato la giovane Livia, che si prepara al matrimonio con il dolce Settimio Aulo Flacco..."


"L’appassionante racconto di ciò che accadde a Marco e Livia prima di affidarsi al loro Destino d’amore, il primo libro di Adele Vieri Castellano che ha appassionato migliaia di lettrici. "
E' così che viene presentato questo libro e, per chi ha amato quantomeno il primo volume della serie "Roma caput mundi", era praticamente impossibile e impensabile non fiondarsi subito in libreria la data stessa dell'uscita, per saziare la propria curiosità. Curiosità che ancora una volta, Adele Vieri Castellano non lascia insoddisfatta, con gioia delle sue lettrici.
Di Livia, in realtà, viene raccontato soltanto qualche episodio, mentre gran parte dell'attenzione dell'autrice, come rivela d'altronde il titolo stesso, è rivolta al legato Marco Quinto Rufo e alla serie di eventi che lo hanno portato a divenire il "cane da guardia" di Caligola, ruolo nel quale lo si ritrova in "Roma 40 D.C", libro nel quale il nostro valoroso legionario nulla potrà fare per sfuggire al suo "Destino d'amore".
Il libro, benché breve - e confesso che non mi sarebbe dispiaciuto leggere un centinaio di pagine in più, anche se per puro sfizio personale - coinvolge il lettore fin dalle prime pagine, avvinghiandolo nelle sue spire d'inchiostro fino alla fine. Il ritmo è incalzante, i personaggi come sempre sono ben delineati e il protagonista è una figura che lascia un ricordo molto forte di sè, al contrario dei "guerrieri" di certi libri che non sono altro che macchine belligeranti con un nome.
Emerge con prepotenza la preparazione storica dell'autrice, che ancora una volta è in grado di evocare con efficacia un mondo che a noi nella vita quotidiana sembra tanto lontano e remoto, quanto invece scopriamo vicino tra le sue pagine, così ricche di emozione e di aspettativa.
Confrontando questa nuova uscita con i libri della serie che già si possono trovare in libreria, dico che lo stile non ha subito grosse variazioni; quello della Castellano è, sebbene arricchito dalla documentazione storica, un linguaggio che si ritrova molto spesso nei romance, perlomeno quelli pubblicati dalla Leggereditore, ma questo, nel complesso, non risulta nè di disturbo, nè appare come un difetto, perché è come se la struttura linguistica non fosse altro con un terreno su cui edificare una grande casa: se la casa è particolare e si distingue, non c'è rischio che venga confusa con altri edifici costruiti sullo stesso tipo di terreno.
Una lettura veloce e piacevole, che rivela molti aspetti di Rufo che nel primo libro erano soltanto intuibili e che ora invece vengono confermati o smentiti, a seconda dei casi. L'unico appunto che mi sento in obbligo di fare, è la presenza di una certa - putroppo - discontinuità tra questo libro e quello che è in ordine cronologico il seguito, ossia la storia tra Marco e Livia: è evidente, infatti, l'ordine con il quale sono stati composti i romanzi e nessuno penserebbe che l'autrice abbia voluto pubblicare ora qualcosa che aveva scritto già da tempo, e questo principalmente perché vengono narrate scene o meglio sogni avuti dai due personaggi, che, se fossero stati già pensati in "Roma 40 D.C", avrebbero fatto assumere ai due protagonisti atteggiamenti probabilmente molto diversi.
Diciamo che, in generale, la finestra sul passato di Rufo che è "Roma 39 D.C" esaudisce il sogno che probabilmente molte lettrici avevano, lasciandole perciò soddisfatte e in trepidante attesa di scoprire ancora qualcosa di nuovo in eventuali futuri volumi di questa davvero "storica" serie.