venerdì 21 agosto 2015

[Recensione] "Roma 39 D.C. - Marco Quinto Rufo" di Adele Vieri Castellano

Errore assolutamente imperdonabile da parte mia. Forse molti di voi non si ricordano, o non sanno, che prima di aprire Libri del cuore e cuori di libri qui su Blogger avevo un altro spazio virtuale su Libero, tale Goccia Blu, che dovrebbe ancora esistere da qualche parte nel web. Quando il mio attuale blog ha visto la luce, ho deciso di trasportare tutte le recensioni che avevo già pubblicato qui, attraverso il "Progetto trasloco" ma, indovinate un po'? Giusto l'altro giorno mi sono accorta di aver dimenticato delle recensioni per strada. Non so come sia potuto succedere, ma fatto sta che mentre scrivevo la recensione di Roma 46 D.C - Vendetta e tentavo di inserire i link alle recensioni degli altri libri della serie, mi sono resa conto che non erano presenti sul blog. Per fortuna il vecchio blog pare sia ancora accessibile, quindi ho copiaincollato le recensioni su blogger. Non potevo assolutamente permettere che andassero perse, e non solo per via dei link, ma anche perchè sono molto affezionata ai libri in questione. Quindi, in vista della pubblicazione della recensione dell'ultimo libro della Castellano, vi (ri)propongo le recensioni ai volumi precedenti, che vi linkerò comunque nel post in questione!

ERErTITLO: Roma 39 d.C 



TITOLO: Roma 39 D.C.
SOTTOTITOLO: Marco Quinto RufoAUTORE: Adele Vieri Castellano
 CASA EDITRICE: Leggereditore
DATA DI PUBBLICAZIONE: Luglio 2013
PAGINE:172
GENERE: Romance storico


"39 D.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, imperatore.Il tribuno Marco Quinto Rufo in battaglia è come un lupo selvaggio e feroce. Il suo coraggio conquista subito Caligola, che vede in lui il guerriero che saprà proteggerlo. Gli occhi di ossidiana, i capelli corvini e la fiera prestanza di Marco conquistano invece Agrippina, sorella del divino Cesare, che presto lo avvolgerà nelle spire sensuali e insidiose del suo fascino. Ma non riuscirà a possedere il cuore del tribuno né a tenerlo all’oscuro della congiura che sta ordendo contro l’imperatore. Non c’è nulla che possa scalfire la lealtà di Marco. C’è solo una cosa davanti alla quale è inerme: il Fato. Una profonda inquietudine lo invade al pensiero di ciò che lo aspetta a Roma e non riesce a dimenticare il desiderio impetuoso che ha provato in sogno verso una donna dagli occhi verdi come le foreste germaniche. Lo stesso sogno che ha turbato la giovane Livia, che si prepara al matrimonio con il dolce Settimio Aulo Flacco..."


"L’appassionante racconto di ciò che accadde a Marco e Livia prima di affidarsi al loro Destino d’amore, il primo libro di Adele Vieri Castellano che ha appassionato migliaia di lettrici. "
E' così che viene presentato questo libro e, per chi ha amato quantomeno il primo volume della serie "Roma caput mundi", era praticamente impossibile e impensabile non fiondarsi subito in libreria la data stessa dell'uscita, per saziare la propria curiosità. Curiosità che ancora una volta, Adele Vieri Castellano non lascia insoddisfatta, con gioia delle sue lettrici.
Di Livia, in realtà, viene raccontato soltanto qualche episodio, mentre gran parte dell'attenzione dell'autrice, come rivela d'altronde il titolo stesso, è rivolta al legato Marco Quinto Rufo e alla serie di eventi che lo hanno portato a divenire il "cane da guardia" di Caligola, ruolo nel quale lo si ritrova in "Roma 40 D.C", libro nel quale il nostro valoroso legionario nulla potrà fare per sfuggire al suo "Destino d'amore".
Il libro, benché breve - e confesso che non mi sarebbe dispiaciuto leggere un centinaio di pagine in più, anche se per puro sfizio personale - coinvolge il lettore fin dalle prime pagine, avvinghiandolo nelle sue spire d'inchiostro fino alla fine. Il ritmo è incalzante, i personaggi come sempre sono ben delineati e il protagonista è una figura che lascia un ricordo molto forte di sè, al contrario dei "guerrieri" di certi libri che non sono altro che macchine belligeranti con un nome.
Emerge con prepotenza la preparazione storica dell'autrice, che ancora una volta è in grado di evocare con efficacia un mondo che a noi nella vita quotidiana sembra tanto lontano e remoto, quanto invece scopriamo vicino tra le sue pagine, così ricche di emozione e di aspettativa.
Confrontando questa nuova uscita con i libri della serie che già si possono trovare in libreria, dico che lo stile non ha subito grosse variazioni; quello della Castellano è, sebbene arricchito dalla documentazione storica, un linguaggio che si ritrova molto spesso nei romance, perlomeno quelli pubblicati dalla Leggereditore, ma questo, nel complesso, non risulta nè di disturbo, nè appare come un difetto, perché è come se la struttura linguistica non fosse altro con un terreno su cui edificare una grande casa: se la casa è particolare e si distingue, non c'è rischio che venga confusa con altri edifici costruiti sullo stesso tipo di terreno.
Una lettura veloce e piacevole, che rivela molti aspetti di Rufo che nel primo libro erano soltanto intuibili e che ora invece vengono confermati o smentiti, a seconda dei casi. L'unico appunto che mi sento in obbligo di fare, è la presenza di una certa - putroppo - discontinuità tra questo libro e quello che è in ordine cronologico il seguito, ossia la storia tra Marco e Livia: è evidente, infatti, l'ordine con il quale sono stati composti i romanzi e nessuno penserebbe che l'autrice abbia voluto pubblicare ora qualcosa che aveva scritto già da tempo, e questo principalmente perché vengono narrate scene o meglio sogni avuti dai due personaggi, che, se fossero stati già pensati in "Roma 40 D.C", avrebbero fatto assumere ai due protagonisti atteggiamenti probabilmente molto diversi.
Diciamo che, in generale, la finestra sul passato di Rufo che è "Roma 39 D.C" esaudisce il sogno che probabilmente molte lettrici avevano, lasciandole perciò soddisfatte e in trepidante attesa di scoprire ancora qualcosa di nuovo in eventuali futuri volumi di questa davvero "storica" serie.


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