lunedì 24 agosto 2015

[Recensione] "Roma 46 D.C. - Vendetta" di Adele Vieri Castellano

Ed infine, eccoci qui con la recensione di Roma 46 D.C. - Vendetta, ultimo libro, per ora, della serie Roma Caput Mundi...siete pronti? Avete letto le recensioni dei volumi precedenti, che ho ripubblicato nei giorni scorsi giusto per rinfrescarvi la memoria?







TITOLO: Roma 46 D.C. - Vendetta
AUTORE:Adele Vieri Castellano
CASA EDITRICE: Amazon
PAGINE:320
PREZZO:cartaceo 12,38; ebook 4,99
DATA DI USCITA: luglio 2015



Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero, perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat… 

 

A dire la verità, ho adorato il primo libro della serie, credo di averlo letto per intero due volte, e di aver letto le scene più belle un numero indefinito di volte. Anche in questi giorni me lo sto riguardando e rigustando con piacere. Una scrittura fresca, sentita - avete presente quando un libro riesce a catturarvi completamente, quando non avete alcun dubbio sul fatto che l'autrice senta ogni singola parola, ogni emozione dei personaggi, quando insomma un libro vi fa sognare e vi toglie il sonno perchè la storia vi ha semplicemente conquistata? Ecco, Roma 40 D.C. era stato questo per me, una lettura travolgente. Il secondo libro della saga aveva raffreddato un po', ma non di molto, il mio entusiasmo. Il prequel, invece, l'avevo sentito tanto come una trovatella commerciale per catturare le lettrici che - non senza ragione, perchè anche io mi annovero in questa cerchia per certi aspetti - si sono innamorate del legato Marco Quinto (anche Valerio in quest'ultimo libro) Rufo.

 A dirla tutta, Roma 46 D.C.- Vendetta mi sembra molto più simile al prequel, ma uno se non due gradini più sotto.
Anche se, ripeto, sono (ero?) una fan della saga, non mi aspettavo grandi cose da questa lettura. La prospettiva di reincontrare i protagonisti del primo volume da un lato mi intrigava, ma dall'altro mi è subito sembrato un modo per riempire carta bianca con le fantasie dell'autrice.
Cercherò di spiegarmi meglio. 
Da scrittrice so bene che una storia non finisce mai con l'ultimo punto di un libro. I personaggi continuano a vivere nella mente del loro creatore, nascono altre storie, altri intrecci... la parola fine non è mai in realtà la fine della storia. L'impressione che ho avuto è che la Castellano abbia cullato nella sua fantasia la storia di Marco Quinto Rufo e Livia fino a volerne scrivere il seguito. E' vero che ci sono collegamenti con il secondo libro della serie, perchè Gneo Cornelio Fusco, causa scatenante di quel che accade praticamente durante tutto il libro, e' un personaggio che cerca la sua vendetta per qualcosa che è accaduto in Cuore nemico, ma questo mi è sembrato comunque un riferimento molto labile. Questo nuovo romanzo della Castellano è un qualcosa di completamente avulso, di totalmente diverso da quelli che l'hanno preceduto. Ha uno schema completamente diverso, un'impostazione diversa, quasi direi che appartiene ad un'altra serie.
Sì, d'accordo, ritroviamo i nostri beneamati Rufo e Livia - che però onestamente ho stentato a riconoscere - e anche altri nuovi personaggi, ma non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che se anche questo libro non fosse mai stato pubblicato, la serie non avrebbe perso nulla, ma forse, anzi, avrebbe guadagnato in coerenza. Diversificare i libri di una serie è un'ottima cosa, ma questo mi è sembrato troppo differente dallo stile della Castellano in generale.


Per quanto riguarda i nuovi personaggi: i due che meritano una menzione - oltre alla piccola Valeria di cui però non voglio dire nulla per non rovinare il gusto della lettura - sono Arash Tahmurat, un arciere siriaco al seguito di Rufo, e Mirta, una giovane schiava tutta riccioli biondi. Tra i due scoppia l'amore ma nemmeno questo aspetto non mi ha soddisfatta. La loro storia non mi ha suscitato nessuna emozione, dire che è un qualcosa di "buttato là" è forse esagerato ma non di molto. L'ho trovata una relazione troppo poco sviluppata, che nasce troppo in fretta e i cui fondamenti non vengono mostrati con la giusta attenzione. Non c'è nulla della passionalità delle precedenti storie d'amore della stessa autrice, non ho trovato la stessa attenzione ai dettagli, alle emozionim, alle più piccole sensazioni. E' una storia che nasce quasi dal nulla e che se ne va senza lasciare il segno. Potrei dire quasi una storia d'amore ideata con l'unico scopo di inserire un po' di sensualità e un pizzico di romanticismo sullo sfondo della vicenda principale e del vero argomento del libro, ossia il disperato tentativo di Rufo e Livia di ritrovare la piccola Valeria. Giusto per attirare l'attenzione delle lettrici più smaliziate e romantiche.
Sulla trama avrei altre cose da dire, ma voi volete una recensione, non un saggio, giusto?

Quindi avviamoci alla conclusione parlando un po' dello stile. Forse questo è l'aspetto che mi ha colpito di più: frammentario e spezzettato come nessun'altro libro della Castellano che finora ho letto ha. Frasi brevi, a volte staccate dal resto del discorso, tanto da farmi chiedere se si trattasse di sviste, di errori di battitura  (entrambi aspetti che, con mia sorpresa, non sono mancati) o di una scelta consapevole. Ma più di tutto è frammentaria la storia: è divisa in brevi capitoletti, ciascuno copre lo spazio di poche ore; per la maggior parte sono ore consecutive, ma a volte sono ore staccate. Tante scene discontinue che mi hanno disorientata un pochetto. Non ho trovato quella fluidità, quella continuità delle altre letture di questa autrice, mi è sembrato che in alcuni punti facesse fatica a scegliere le parole, come se procedesse a scatti e scrivesse più per dovere che per passione e ispirazione.

Ribadisco la prima impressione che ho avuto e che a lettura terminata si è solo rafforzata: questo è un libro staccato dal resto, scritto per far piacere alle lettrici innamorate di Rufo e per dilettarsi ad immaginare la vita di una coppia dopo il coronamento della storia d'amore. Non che sia una cattiva idea, per carità, ma credo che in questi casi sia opportuno considerare se la serie nel suo complesso tragga giovamento da una scelta simile o se piuttosto non possa esserne danneggiata.

Visto che ormai ho detto praticamente tutto e voi sapete che preferisco sempre essere sincera e dire quello che penso, piuttosto che nascondermi dietro a un "meraviglioso, bellissimo, stupendo" o "fa schifo, bruciatelo", aggiungo come ultima cosa che alcuni passaggi della trama non mi hanno convinta molto, anzi li giudico poco verosimili. Se non si trattasse di questione di vita o di morte, mi piacerebbe sperimentare di persona se certe situazioni possono essere effettivamente affrontate da comuni essere umani senza rompersi l'osso del collo, tanto più se ad affrontarle è una bambina di quattro anni.

Termino così, chiedendomi se sia solo una mia impressione o se effettivamente la freschezza e l'apparente fluidità dei precedenti episodi si siano dileguati, soppiantati dal desiderio di rispondere ai sogni delle lettrici più esigenti e quindi cedendo alla tentazione di un "capitolo a parte".
Tuttavia, questo non significa che non stia aspettando con ansia il successivo volume della serie, e proprio per verificare se Roma 46 D.C. è stata una parentesi non del tutto riuscita, secondo me, nella carriera della Castellano o se effettivamente lo stile narrativo di questa autrice è così profondamente cambiato dal primo impatto che ho avuto con la sua scrittura. Per ora rimango un po' così così, più perplessa che delusa - non avevo grandi aspettative, quindi non c'è stata delusione - ma mi sarebbe piaciuto trovare un libro che potesse emozionarmi come la prima storia di Rufo e Livia... spero sia per la prossima volta!

2 commenti:

  1. CIao Chiara, grazie per la recensione e spero che il prossimo sia più nelle tue corde! Un caro saluto e buone letture!

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    1. Ciao Adele, che onore ricevere una tua visita! Spero anche io che il prossimo libro sia in grado di guadagnarsi una recensione più positiva :)

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