giovedì 26 novembre 2015

[Recensione] "Fahryon - Il Suono Sacro di Arjiam" di Daniela Lojarro

Vi ho segnalato questo libro qualche giorno fa, avete potuto leggere l'intervista realizzata all'autrice, ora senza indugiare ulteriormente vi lascio la mia recensione. Buona lettura!






TITOLO: Fahryon - Il Suono Sacro di Arjiam  
AUTORE: Daniela Loyarro  
CASA EDITRICE: Editrice GDS  
GENERE: Fantasy classico  
PAGINE: 290
PREZZO: ebook euro 2,99
DATA DI PUBBLICAZIONE: Luglio 2015

Nel regno di Arjiam, Fahryon, neofita dell'Ordine sapienziale dell'Uroburo, e Uszrany, cavaliere dell'Ordine militare del Grifo, si trovano coinvolti nello scontro tra gli adepti dell'Armonia e della Malia, due forme di magia che si contendono il dominio sulla vibrazione del Suono Sacro.
Le difficoltà con cui saranno messi a confronto durante la lotta per il possesso di un magico cristallo e del trono del regno, permetteranno ai due giovani di crescere e di diventare consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità in questa guerra per il potere sul mondo e sugli uomini.





Per un motivo o per l’altro – lezioni universitarie, assenza di wifi, studio, pigrizia e chi più ne ha più ne metta – è passato un secolo prima che mi rimboccassi le maniche e mi mettessi a scrivere questa recensione. E se non avessi una mente formidabile (…) potrei quasi temere di essermi già dimenticata il contenuto del  libro…Ma niente paura, ho conservato tutto accuratamente nella mia capoccia, e ora eccomi qui a condividere con voi il impressioni su questo fantasy nostrano.

Prima di tutto voglio ringraziare l’autrice, Daniela Loyarro, per avermi mandato il file: apprezzo sempre molto quando un autore decidere di correre il rischio – perché sì, con le mie recensioni si rischia davvero, cerco sempre di salvare il salvabile ma se il libro mi irrita lo distruggo letteralmente – di inviarmi la propria opera per avere un mio parere, e anzi vorrei avere più tempo da dedicare al blog e a questo tipo di attività.
Quindi grazie Daniela, tanto più che il libro mi è davvero piaciuto!

Di “Fahryion – Il Suono Sacro di Arjiam” avevo già sentito parlare parecchio tempo fa, su un altro blog letterario che ne aveva fatto la recensione, e ricordo che mi era rimasta impressa la definizione che la blogger aveva dato, cioè di “fantasy musicale”.
Direi che questa etichetta è azzeccatissima. Soprattutto la prima parte del libro è molto incentrata sul concetto di Suono Sacro e di Armonia, e la musica, nella sua accezione più sublime e nobile, perfino metafisica, gioca un ruolo basilare per tutto il romanzo.
L’autrice è stata in grado di immaginare un mondo, anzi, un intero universo che ha avuto origine dal Suono Sacro, e in cui i “sacerdoti” di questo mondo non venerano propriamente un dio, ma ricercano l’equilibrio della propria Armonia e il contatto con il Suono Sacro.
Ambientazione originale, forse non proprio originalissima, ma quantomeno si discosta dagli stereotipati paesaggi fantasy. Più che di fantasy, si potrebbe quasi parlare di una storia ambientata in un mondo diverso dal nostro, basato su altri principi e su altre leggi naturali, in cui le vicende dei personaggi, se viste nell’ottica delle regole di tale universo, non risultano “fantastiche” nel nostro modo di intendere il termine.

Etichette e definizioni a parte – si sa che ogni etichetta è solo approssimativa e serve ai lettori per fare un po’ d’ordine nella propria mente – voglio passare al libro vero e proprio.
Il fatto che non abbia preso appunti durante la lettura è già un indice di quanto mi sia piaciuto: tendo a segnare tutte le cose che non vanno quando un libro non mi piace, ma quando accade il contrario metto da parte la penna e mi gusto la lettura! E ovviamente, scrivere la recensione risulta ancora più difficile -.-
Per scrupolo di lettrice, mi sento comunque di segnalare alcuni aspetti che ho notato e che non mi sono piaciuti al 100%, ma sono proprio sciocchezze.
La prima riguarda la cosiddetta “sindrome dei Sonohra”: una definizione che andava di moda qualche anno fa e che onestamente è da un po’ che non sento citare da un bel po’ di tempo, ma che si adatta perfettamente al caso dei nomi dei personaggi di questo libro. Con “sindrome dei Sonohra” si indicava la tendenza a usare e combinare lettere un po’ a casaccio, mettendo h, w, z, y, e altre combinazioni di consonanti e vocali dove la lingua italiana mai le avrebbe messe, giusto per creare nomi “fantasy” – alla faccia del lettore che poi impiega due mesi per leggere un nome, e non riuscirà mai a ricordarlo. Ecco, questo è quello che all’inizio ho pensato di nomi come Fahryon, Uzrani, Mazdraan e altri, ma è stato solo il primo impatto. L’autrice ha saputo essere coerente per tutto il libro: nomi strani sì, ma solo nomi strani, e non un misto di lingue diverse e nomi inventati, cosa che aggiunge verosimiglianza e credibilità alla storia.
Altra cosa, l’inizio e la fine sono stati un po’ frettolosi, forse avrebbero avuto bisogno di essere racconti in modo un po’ più lento e dettagliato. Le prime battute della storia sono un po’ precipitose, ma andando avanti con la lettura la storia acquista un ritmo scorrevole e regolare, senza parti particolarmente lente o veloci.
La trama è ricca di intrighi e di intrecci – e vogliamo parlare del colpo di scena del tutto inaspettato che l’autrice piazza ad un certo punto? Ovviamente no, io non ve ne parlo proprio, scopritelo voi se siete curiosi! - che spingono il lettore a continuare la lettura pagina dopo pagina in una spirale di eventi e svolte impreviste.
Credo che una delle prove più evidenti di quanto abbia gradito il libro sia il fatto che lo leggevo la mattina, mentre preparavo la colazione e poi mentre la mangiavo, e anche che abbia preso a mangiare durante i pasti quando sono da sola, cosa che finora non ho praticamente mai fatto!
Ma era più forte di me, non potevo resistere e dovevo assolutamente leggere ancora e ancora per scoprire come sarebbe andata a finire. Quindi, per quanto riguarda l’obiettivo di catturare il lettore, direi che è stato raggiunto con successo!

I personaggi sono ben caratterizzati e, sebbene non si possa parlare di personaggi mai visti prima, non si può dire che siano dei puri stereotipi. Certo, hanno caratteristiche che un lettore navigato avrà sicuramente incontrato in altri libri e in altri autori, ma se la cosa non disturba, allora di che ci si deve lamentare?
Anche il “cattivo” di turno non rientra nel tipico schema “sono il kattivo che vuole conquistare il mondo” – anche se sì, in effetti lo vuole conquistare – ma è uno stratega e un manipolatore, a cui capita pure di beccarsi rivelazioni che nemmeno lui, nonostante i suoi giochetti da “controllo tutto” poteva prevedere.
Non manca una storia romantica, importante ai fini della storia ma non soverchiante: questo romanzo non è un romanzo d’amore, ma un romanzo (fantasy) con una componente romantica a mio parere ben riuscita! E anzi, non vedo l’ora di poter leggere il seguito per conoscere gli sviluppi!

Tiriamo quindi le somme… so di non aver detto granché alla fine, e probabilmente questa recensione non sarà esaustiva per molti lettori, non darà l’idea di cosa troverebbero se decidessero di leggere questo libro, ma trovo davvero difficile in questo caso mettere nero su bianco il coinvolgimento e la partecipazione che ho sentito durante la lettura, e non vorrei dilungarmi troppo. In soldoni: trama costruita in modo originale, con personaggi di un certo spessore, cui è facile affezionarsi e sentirsi vicini. Intreccio coinvolgente e non banale, nulla è scontato e più volte mi sono trovata con il fiato sospeso leggendo certi passaggi, o ho avuto dubbi sulla reale posizione di questo o quel personaggio. Scrittura fluida e corretta, è stata davvero una bella lettura, come non mi capitava da un po’ di tempo!




2 commenti:

  1. Grazie Chiara per la splendida recensione e per il tempo che hai condiviso con Fahryon ... A presto per il seguito!

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