lunedì 7 marzo 2016

"ll risveglio di Fahryon" di Daniela Lojarro

Sì, è di nuovo lunedì, e sì, sono ancora qui (per fortuna!) con una nuova recensione. Il libro di cui vi parlo oggi è Il risveglio di Fahryon di Daniela Lojarro, edito dalla GDS. Qualche mese fa avevo recensito il primo volume di questa duologia Il Suono Sacro di Arjiam, ovvero Fahryon, e ringrazio l'autrice per avermi dato la possibilità di leggere anche questo secondo episodio!



TITOLO: Il Risveglio di Fahryon
Parte seconda de Il Suono Sacro di Arjiam
AUTORE: Daniela Lojarro
CASA EDITRICE:
GDS editrice 
      PAGINE:314
PREZZO: euro 2.49
      DATA DI USCITA: Dicembre 2015
FORMATO: Ebook 

Fahryon, neofita dell’Ordine dell’Uroburo, fugge dalla capitale del regno di Arjiam insieme ad Uszrany, cavaliere dell’Ordine del Grifo, per evitare di cadere nelle mani del potente nobile Primo Cavaliere del regno, il nobile Mazdraan, segretamente adepto della Malia, l’insidiosa magia legata al Silenzio e al Vuoto. Tuttavia, durante la precipitosa fuga, il nobile Mazdraan cattura Uszrany; Fahryon, invece, è tratta in salvo da Vehltur, un misterioso Magh. Mentre Uszrany, prigioniero del nobile Mazdraan, scopre sconcertanti segreti sulla storia del regno e impara a convivere con i fantasmi del suo passato, Fahryon, sotto la guida di Vehltur, inizia il cammino iniziatico che, prova dopo prova, la prepara al confronto con il suo avversario, il nobile Mazdraan.

Molto spesso, quando devo scrivere una recensione, non so davvero da che parte prendere. Ci sono volte in cui ho ben chiaro in testa, anche diversi giorni prima, le frasi esatte che voglio scrivere e il modo in cui voglio articolare il discorso, gli aspetti su cui intendo soffermarmi, i caratteri dei personaggi che voglio mettere in luce e via di seguito. Altre volte, invece, la mia mente è una tabula rasa, bianca e immacolata come la porzione di schermo che mi ritrovo a fissare, senza successo, per minuti interi. Ecco, ora che devo scrivere la recensione di Il risveglio di Fahryon mi ritrovo in questa seconda, fastidiosa situazione.
Ma qualcosa devo dire, per cui cercherò di sforzarmi per tirare fuori qualcosa di buono dal lavoro dei miei neuroni.

Forse la particolare difficoltà che sto riscontrando mentre scrivo (e quindi un po' di ore, giorni, mesi prima di quando voi starete leggendo) deriva dal carattere peculiare di quest'opera. Vi invito, se non lo avete già fatto, a dare un'occhiata alla recensione del primo libro, che vi ho linkato nella premessa, perché molti degli aspetti che ho sottolineato lì sono applicabili anche a questo secondo episodio.
Mi è piaciuto? Sì, mi è piaciuto parecchio, e la prova più evidente credo che sia la grandissima delusione che ho provato quando ho spostato il dito sullo schermo del kindle, convinta di essere arrivata al capitolo finale, e invece ho scoperto che la storia era finita! Chiariamoci: non sono rimasta delusa per come è finito (sulla conclusione spenderò qualche parola nel seguito) ma perché avrei davvero, davvero voluto leggere un altro capitolo, me lo aspettavo perché c'è molto, a parer mio, che viene lasciato in sospeso tra Fahryon e Uzrany, e da lettrice curiosa e intrigata dalla loro storia d'amore avevo il vivo desiderio di trovare un lieto fine amoroso del tipo "e vissero per sempre felici e contenti". Direi che se lo sono meritati tutti e due!

Carattere peculiare, dicevo, e ora mi spiego. Questo libro non è il solito fantasy stereotipato, e tutto a vantaggio suo e dell'autrice. Nell'estrema coerenza del mondo di Arjiam, la Lojarro ha saputo abilmente condurre le fila dell'intera trama, guidando il lettore attraverso colpi di scena e rivelazioni abilmente costruite. La vicenda non è scontata, e credo di poter dire a ragion veduta che il finale di questa saga sia uno dei finali più faticosamente conquistati tra tutti quelli che io abbia mai letto.  Non c'è il classico scontro tra "eroina buona perché sì" e "cattivo alla conquista del mondo". Per tutto il libro, Fahryon lavora insistentemente su se stessa, per migliorare le proprie capacità e adempiere al suo compito, e lo fa senza dubbio per sconfiggere il suo nemico, Mazdraan, ma il suo è anche un cammino di progressiva e sempre maggiore consapevolezza di sé. Non è la tipica ragazza che salva la situazione per un talento naturale. Ha sicuramente capacità fuori dal comune, ma è anche forte e determinata.
Anche Uzrany è davvero un bel personaggio: attraversa molte difficoltà, è costretto a sopportare la presenza soffocante e il continuo controllo del nobile Mazdraan, che dimostra in più di un'occasione di essere davvero privo di scrupoli. Ma nonostante le avversità, le sofferenze che deve sopportare, non dimentica mai Fahryon né i suoi ideali e suoi giuramenti. Saprà condurre un gioco pericoloso in nome di ciò che crede giusto, e alla fine il suo contributo sarà essenziale.

Forse un aspetto che viene approfondito più che nel primo libro è il "background storico" del regno di Arjiam: si parla di una congiura avvenuta anni prima, di un omicidio, e di eredi legittimi con tutte le intenzioni di uscire allo scoperto, ma anche di fatti che sono accaduti molti più anni prima della nascita dei protagonisti.
La cosa che ho apprezzato di più è stato il finale: per quanto mi riguarda, l'ho trovato molto originale. E' un finale ragionato, filosofico potrei dire, che si inserisce tutto all'interno dei concetti di Armonia, di Sintonia e di equilibrio. C'è uno scontro - immancabile - ma che poi prende una piega che sarebbe imprevista se fossimo in un qualsiasi altro libro, ma doverosa per come questo libro si sviluppa.

Vorrei fare solo un paio di appunti: dai discorsi del personaggio si legge che tutta la vicenda si svolge nell'arco di diversi anni, ma questo non si capisce (o almeno io non sono riuscita a capirlo) da nessun altro indizio. Non c'è un "senso del trascorrere del tempo". Altra cosa, non ho ben capito come si svolgono i combattimenti tra i personaggi. Parlando dei combattimenti che sfruttano le capacità "magiche" dei personaggi, le descrizioni mi sono sembrate un po' confusionarie e in alcuni casi non sono davvero riuscita a capire cosa stesse succedendo e come fosse possibile. Quando Mazdraan e Fahryon si scontrano e sono a una grande distanza tra loro, cosa succede? E' uno scontro, diciamo, a livello mentale, avviene in una specie di altra dimensione? Confesso che non sono proprio riuscita a capirlo, forse mi sono persa qualche spiegazione o qualche passaggio...

Confesso a questo punto di aver esaurito le cose da dire. Magari se mi verrà in mente altro lo aggiungerò!
Per il momento posso dire questo: lo consiglio a tutti coloro che amano il fantasy ma che cercano qualcosa di diverso, di originale e di ben costruito (e ben scritto). Non rimarrete delusi, perché qui potrete trovare tutti gli ingredienti che stanno alla base di un buon libro, in un amalgama perfetto e intrigante!

1 commento:

  1. Grazie di cuore Chiara! Scusa ancora se mi sono persa ma con i lavori di ristrutturazione in casa ho avuto mesi incasinati.

    Grazie di cuore e a presto

    RispondiElimina

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